Velletri, sgominata un’altra banda di usurai: 4 in manette

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 Un’altra pericolosa banda di usurai è stata sgominata dai carabinieri a Velletri. Nella mattinata di ieri gli uomini della Compagnia di Velletri, capitanati da Marco Piras, hanno sgominato un’associazione per delinquere radicata nella città e dedita ad usura, estorsioni, falso, illecita attività finanziaria. In totale quattro persone sono state tratte in arresto ed una è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Cinque in totale le perquisizioni domiciliari eseguite.

L’indagine “chiude” idealmente il cerchio di un ciclo di complesse indagini compiute a Velletri dopo la morte violenta di Luca De Angelis, soggetto molto noto per i molteplici oscuri traffici cui era dedito e sui quali non si è potuta far piena luce prima che fosse assassinato. Il suo assassinio ha costituito il punto di partenza per lo sviluppo di almeno due associazioni per delinquere che hanno immediatamente cercato di riempire il “vuoto” e diventare egemoni in città nel campo dell’usura, con la chiara intenzione di cercare successivamente di sviluppare e ramificare le loro attività criminali.

I carabinieri, che già conducevano da tempo una complessa attività di analisi della situazione, dopo l’omicidio De Angelis hanno subito iniziato approfondite e mirate indagini finalizzate progressivamente a combattere l’usura, tagliare i canali di finanziamento e sgominare così tali associazioni per delinquere.

Già in gennaio 2010 fu infatti portata a termine dalla Compagnia di Velletri l’operazione New Deal, che sgominò una prima associazione per delinquere che si stava espandendo in città: furono arrestate in quella circostanza 10 persone e ad altre due fu imposto l’obbligo di presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria.

Nella mattinata odierna invece è stata smantellata una seconda organizzazione per delinquere nella quale il ruolo principale era rivestito da T.P., 43 anni, residente a Velletri ed ex collaboratrice contabile proprio di Luca De Angelis, detto ‘o Gommista ed attualmente titolare di un piccolo bar sito proprio vicino alla caserma dei Carabinieri. La donna, alla morte del Gommista, ne ha ereditato e continuato le attività, proseguendo a prestare denaro a tassi usurari.

Non disponendo tuttavia di enormi capitali, aveva ingegnosamente escogitato un efficace sistema per procacciarsi il denaro: dopo aver prestato piccole somme che nel giro di pochi mesi lievitavano vertiginosamente, la donna indirizzava le vittime strozzate (il cui profilo era il più vario: dai piccoli imprenditori o commercianti, alle famiglie economicamente disagiate) presso un notissimo autosalone plurimarche di Velletri. Qui, con la complicità dei titolari, la vittima era costretta a firmare una richiesta di finanziamento per un finto acquisto di autovettura (alla redazione dei falsi documenti necessari per ottenere il denaro provvedeva un professionista veliterno titolare di un’agenzia assicurativa). Il denaro così ottenuto, di fatto truffando anche la società finanziaria che lo erogava, serviva alle vittime per pagare l’usuraia, l’autosalone e il falsificatore di documenti. Il debito poi diventava una questione fra l’usurato e la finanziaria.

Alcune vittime, a fronte di un prestito iniziale di € 2000, si sono trovati a dover chiedere finanziamenti per € 25000.

Le misure cautelari, emesse dal Tribunale di Velletri, hanno quindi interessato l’usuraia ed i tre titolari dell’autosalone, tutti ristretti agli arresti domiciliari; al titolare dell’agenzia assicurativa è stato invece imposto l’obbligo di presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria.