Il VI Municipio non dimentica Cucchi

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 Il Municipio VI non dimentica Stefano Cucchi. In sua memoria, oggi alle 17:30 in Largo Petazzoni, piazza di Tor Pignattara, quartiere dove viveva il povero ragazzo morto in carcere lo scorso 22 ottobre dopo una settimana di sofferenze, si terrà una manifestazione intitolata “Una brutta storia italiana” e organizzata dai circoli Pd del VI Municipio. All’iniziativa prenderanno parte anche la sorella e il padre di Stefano, Ilaria e Giovanni, che a quasi nove mesi dal terribile e misterioso decesso di Stefano chiedono ancora giustizia. Il 31enne romano è infatti morto nove mesi fa nel reparto detentivo dell’ospedale Sandro Pertini, per motivi ancora tutti da chiarire. Un calvario iniziato con un fermo per possesso di droga, proseguito tra pestaggi che gli hanno provocato lesioni alla mandibola, al cranio e alla spina dorsale, e conclusosi nel peggiore dei modi, nonostante per una settimana Stefano avesse protestato invano, con lo sciopero della fame, per vedere i propri familiari e il proprio legale. Giovanni e Ilaria Cucchi potranno fare affidamento, nella loro battaglia alla ricerca della verità, sul sostegno di alcuni rappresentanti eletti nelle istituzioni di entrambi gli schieramenti politici. Nei giorni scorsi sono state presentate due mozioni, una al VI Municipio e una al Comune di Roma, a firma dei consiglieri democratici Santilli e Valeriani, nelle quali si chiede al sindaco Alemanno di costituire il Comune parte civile nel futuro processo. «Eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e rispetto della vita umana come basi fondamentali di uno stato democratico e di diritto», si legge nelle mozioni, «affinché tale vicenda dai contorni brutali e inumani possa almeno servire come monito alle coscienze di tutti».

Nel Municipio VI, inoltre il Consiglio ha approvato un ordine del giorno con il quale s’impegna il presidente Giammarco Palmieri «a individuare una data in cui poter tenere un “Memorial Stefano Cucchi”, consistente in incontri amatoriali di boxe, che possa tenere sempre vivo il ricordo di Stefano». La boxe era infatti la passione del giovane ragazzo scomparso, e proprio questa disciplina terrà viva la memoria di questa brutta storia italiana.