Municipio II, arriva il risarcimento ma non per tutti E i negozi chiudono

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 È di alcuni giorni fa la delibera comunale che stanzia 405mila euro ai commercianti penalizzati dai tanti cantieri dei lavori pubblici che soffocano Roma. A stabilirlo è stato il Dipartimento alle Attività Economico – Produttive che ha stilato una graduatoria degli ammessi sulla base del bando appositamente pubblicato dal Comune. I beneficiari sono in tutto 77 a fronte delle 255 richieste inoltrate. Riceveranno mediamente 5000  euro per esercizio. Sono principalmente artigiani, bar, negozi d\’abbigliamento e profumerie, ma anche farmacie, palestre ed alimentari. La maggior parte dei negozi che riceveranno "il riconoscimento per il disagio economico subito" interessano la zona di viale Libia e viale Eritrea, ma anche di via La Spezia e di piazza Epiro, sostanzialmente le zone più colpite da cantieri di opere pubbliche e cioè la metropolitana B1 e la linea C ma anche quelle colpite dal Piano Urbano Parcheggi.

Soddisfazione viene espressa dall\’Assessore capitolino alle attività Produttive Davide Bordoni: «L\’amministrazione capitolina ha scelto di dare un segnale agli operatori commerciali, siamo pronti per far ripartire quelle attività che sono state ostacolate dai cantieri», gli fa eco il consigliere Marzetti del PDL, Presidente della Commissione Commercio del II Municipio: «Una delibera importante che dà un sospiro di sollievo a chi ha subito questo tipo di disagi. Mi auguro che si possa fare ancora di più in futuro, magari ampliando gli incentivi». In questo clima di giubilo ci sono però dei chiaroscuri. Innanzi tutto la giunta di Alemanno si sta assumendo dei meriti che non le competono: ad avviare il concorso per l\’indennizzo e ad individuare le aree interessate dai lavori pubblici fu la giunta di centro-sinistra nel periodo tra l\’ottobre 2007 e il febbraio 2008. Ad Alemanno e co. il merito di non aver affossato il progetto anche se, proprio sullo svolgimento delle pratiche di assegnazione, emergono alcune problematiche. Nel II Municipio sono state 92 le richieste di risarcimento danni effettuate, solo 26 sono state approvate mentre le restanti 66 respinte. I criteri per l\’assegnazione sono sei: tipologia e durata dei lavori, distanza dal cantiere, numero degli impiegati e superficie del locale, decremento del fatturato. Alla luce dei suddetti criteri appare davvero difficile spiegare come mai nei pressi di Viale Libia risultino beneficiari alcuni esercizi come officine meccaniche e farmacie distanti alcune decine di metri dai cantieri e non risultino premiati negozi di abbigliamento o alimentari, attività maggiormente colpite dallo scarso "passeggio" dovuto ai lavori metro e distanti 3 – 4 metri dai cantieri. È il caso del piccolo alimentari DodiMar a via collalto sabino: «Non so perchè ci hanno escluso, distiamo 5 metri dal cantiere e abbiamo registrato dei fortissimi cali di fatturato per colpa dei lavori. Comunque non ci rivolgeremo al TAR, non ne vale la pena per 5000 euro che non sono nulla rispetto alle perdite». Ma la più arrabbiata è la signora Sonnino, titolare dello storico negozio d\’abbigliamento Halbert a viale Libia, 3 metri dal cantiere: «È dal 1970 che io e la mia famiglia vendiamo abiti da uomo. A causa dei lavori per la metro siamo andati in crisi. Abbiamo liquidato tutto, fino al 70%! Io voglio sapere con quale criterio siamo stati esclusi! Sull\’elenco dei non ammessi dicono che sono stata esclusa per "No Doc", credo si riferiscano ad un vizio di documentazione quando tutti gli esercenti si sono rivolti allo stesso ragioniere. È incredibile. Qualcosa non quadra». Insomma solo al 30% dei richiedenti è stato riconosciuto un disagio economico. Che fortuna.

 

                                                                                         Daniele Dalessandro