Marino, Adriano Palozzi e Ugo Onorati se le danno di brutto

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 Scambio di accuse al vetriolo tra il sindaco di Marino Adriano Palozzi e il consigliere provinciale, nonché ex primo cittadino marinese, Ugo Onorati. Il duello verbale è stato aperto domenica da Palozzi, che in una durissima nota ha replicato a brutto muso al consigliere di non poter «accettare lezioni da un ex sindaco che ha amministrato male per venti mesi ed è riuscito a farsi prendere a schiaffi dagli imprenditori non essendo riuscito a risolvere nemmeno uno dei tanti problemi della città ma, anzi, centrando proprio l’obiettivo opposto, cioè quello di portare il Comune e la società marinese alla depressione e alla disgregazione totale». La settimana scorsa Onorati aveva espresso giudizi non proprio lusinghieri sull\’operato dell\’Amministrazione di centrodestra e sulla maggioranza che la appoggia. Parole nient\’affatto gradite dal sindaco, che ha consigliato, non troppo amichevolmente, a Onorati di guardare «dentro l\’orticello di casa sua» prima di parlare del Popolo delle Libertà marinese. «Ripensi all’ulteriore aggravio di debiti che la sua breve ma oltremodo scellerata giunta ci ha lasciato e all’opprimente Piano Regolatore che ha voluto a tutti i costi portare ad approvazione quando noi di centrodestra ne chiedevamo la revoca – ha attaccato Palozzi – rifletta sull’improponibile e irresponsabile risentimento popolare creato attorno alle vicende urbanistiche, dalla Zona 167 che aveva promesso di risolvere alle delibere 50 di Santa Maria delle Mole. E torni, se li ricorda, a rivedere i passaggi che l’hanno trasformato dall’essere un sindaco eletto con il 70% dei voti in uno zimbello costretto a lasciare il Palazzo dalle uscite secondarie». Una vera e propria requisitoria che non risparmia neppure la gestione che Onorati fece della questione rifiuti: «Onorati è stato l’unico sindaco che rescindendo il contratto con la ditta che allora si era regolarmente aggiudicata il servizio di nettezza urbana (la Neturbà) oltre ad aver creato incredibili disagi al decoro e all’igiene della città, ha fatto in modo che ancora oggi decine di operatori ecologici, dopo sei anni, non abbiano ancora avuto da quell’azienda le liquidazioni e gli ultimi stipendi di quel periodo ormai così lontano nel tempo». 

Accuse violente che non potevano restare senza risposta. Ieri, a meno di 24 ore dal j\’accuse del sindaco, Onorati ha affidato a un comunicato stampa la sua replica. «La risposta rabbiosa e incontrollata del Pdl marinese alle mie constatazioni sullo “stato di salute” politico di Palozzi conferma che ho visto giusto e che ho toccato un nervo scoperto», si legge nella nota del consigliere, secondo cui «l\’intempestiva e raffazzonata risposta rivela una incoerenza sempre crescente della sua maggioranza chiamata a dare in Consiglio comunale pubbliche dichiarazioni di unità e di sostegno al sindaco che da Roma, invece, non riceve. È vero – ha proseguito Onorati – che Palozzi ha goduto di una stabilità politica senza precedenti, ma a che prezzo? È vero che io ho dovuto subire un\’aggressione fisica insieme alle forze dell\’ordine presenti nell\’aula consiliare il 24 marzo 2005, organizzata da una trasversale lobby di politici e costruttori interessati solo a prendere e a dare nulla alla collettività. È vero che quel piano regolatore sarebbe stato meglio non approvarlo, se non altro per evitare di essere mandati a casa da quelle stesse forze politiche trasversali che cercavano qualcuno più “disponibile” per gestirlo a modo loro: nell\’interesse di pochi e a danno della comunità. È vero che Palozzi, da consigliere, non voleva approvare il Piano regolatore, ma per motivi che lui ben sa e soprattutto per contrasto con un\’altra parte del centrodestra rappresentato da Desideri, prima suo amico, poi suo avversario. Tuttavia è altrettanto vero che la stabilità della sua maggioranza è direttamente proporzionale alla sua “disponibilità” verso l\’intreccio politico affaristico presente da decenni nel nostro Comune. E che se avessi voluto rimanere sulla poltrona di sindaco non avrei dovuto far altro che accondiscendere, nell\’interesse di pochi e a danno della cittadinanza». Onorati torna poi sull\’episodio che segnò la fine della sua esperienza sulla poltrona più alta di Palazzo Colonna, ricordando come «alcuni esponenti della mia maggioranza, responsabili dell\’aggressione e della caduta della mia giunta, sono passati armi e bagagli» a sostegno di Palozzi. Ma l\’ex primo cittadino rivendica anche quanto di buono la sua Amministrazione avrebbe fatto: «Nonostante tutte le difficoltà economiche oltre che politiche che Palozzi non ha avuto ho aperto la nuova scuola a Civitella dopo decenni di scandalosi sperperi, sono stati messi a norma di sicurezza definitivamente due plessi scolastici, è stato progettato e finanziato un nuovo asilo nido a Santa Maria delle Mole (che Palozzi, dopo quattro anni ancora non è riuscito ad aprire), la chiusura del contenzioso dell\’ostello, l\’asfaltatura di 23 strade, la realizzazione di 9 km di fognature, il mantenimento della gestione dell\’acquedotto al Comune di Marino, la soluzione definitiva e perfetta dell\’amministrazione delle mense scolastiche, l\’assistenza scolastica ai disabili, l\’acquisizione dell\’area del Mitreo e l\’inizio dei lavori dopo 40 anni di indifferenza, il finanziamento di 430 mila euro per far tornare il Parco Colonna allo splendore che conobbero i nostri nonni. Ma soprattutto la trasparenza e il dialogo con i cittadini. Certo che non avrei consentito di far realizzare la 167 a Costa Caselle senza le opere di fognatura. Certo che non avrei consentito le varianti speciali al Piano regolatore come Palozzi ha fatto. Certo che non avrei consentito una soluzione della Delibera 50 senza un qualche ritorno per la collettività. Certo che non avrei permesso l\’edificazione su via del Divino Amore senza aver prima capito quale avrebbe potuto essere l\’utilità per Marino».

Uno scontro, quello tra i due esponenti politici marinesi, che assume invebitabilmente il sapore di un\’anticipazione di campagna elettorale che potrebbe vedere Adriano Palozzi e Ugo Onorati duellare per la conquista di Palazzo Colonna fra poco meno di un anno.