Dalla sua villa di Grottaferrata gestiva un traffico internazionale di droga

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 Per il fisco italiano era un nullatenente e, tra l’altro, pure disoccupato. Insomma un uomo in grandi difficoltà economiche che riusciva a sopravvivere, stando a quanto dichiarava, grazie all\’attività commerciale gestita dalla moglie e dai figli su via Appia. Invece D.G. viveva in una principesca villetta con piscina nella zona residenziale di Colle delle Ginestre a Grottaferrata, sequestrata dalla Polizia, e soprattutto era a capo di un\’organizzazione criminale in grado di introdurre nella città di Roma e nelle zone limitrofe quintali di cocaina. L\’operazione "Fire and Ice" (fuoco e ghiaccio) è stata avviata nel 2008, unitamente alla Drug Enforcement Administration, l\’Agenzia Statunitense per il contrasto al narcotraffico, ed è stata coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Direzione Centrale Antidroga. Per due anni sono state monitorate le rotte del narcotraffico ed i cinque soggetti arrestati all\’alba di ieri sono stati seguiti nei loro spostamenti in Sud America e nelle isole caraibiche. Oltre a D.G., che era a capo della vasta organizzazione e che è stato prelevato dalla sua abitazione, sono finiti in manette anche il suo braccio destro, R.P., e altri tre uomini che agivano sul territorio romano e si occupavano dell\’intercettazione della droga e della spedizione del denaro in Sudamerica, mentre un sesto soggetto è ancora ricercato. Gli arresti sono conseguenziali ad un ingente sequestro di ben 225 chili di cocaina avvenuto lo scorso 5 maggio all\’aeroporto di Fiumicino, oltre a ben 400mila euro in contanti. Nell\’ambito dell\’operazione sono stati sequestrati anche sei immobili e auto di lusso per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro. La droga rinvenuta a Fiumicino era stata nascosta nel doppio fondo di alcune valigie contenenti "all\’apparenza" statuette di gesso e destinate ad un\’ignara azienda. Il carico intercettato era il quinto dell\’anno e tutti arrivavano dalla Colombia con le stesse modalità. L\’organizzazione aveva anche una base logistica importante in un appartamento su viale Palmiro Togliatti dove veniva tenuto un grosso quantitativo di denaro. Diabolico anche il linguaggio in codice utilizzato dalla banda e smascherato dalla Polizia: molte dei messaggi, infatti, erano parte di testi di canzone perchè alcuni dei criminali facevano parte di gruppi musicali amatoriali.

 

                                                                                                               Cinque


 

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