Minacciata per mesi dagli aguzzini

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Volevano costringerla  con minacce e intimidazioni a spacciare droga o in alternativa a prostituirsi per loro, poi hanno tentato anche di estorcerle denaro. Alla fine la donna, una cittadina polacca, non ce l’ha fatta più e ha deciso di denunciare i suoi aguzzini. Così i carabinieri della Stazione di Settecamini hanno stretto le manette ai polsi di P.D. trentunenne polacco e T.M. e R.S., 40enni russi, pregiudicati.  Per loro la pesantissima accusa è di estorsione nei confronti della donna.  L’arresto  ad opera degli uomini dell’Arma, l’altra sera al termine di una approfondita attività di indagine. La vittima, che già conosceva il suo connazionale,è stata inizialmente oggetto della richiesta da parte dei tre uomini di collaborare nel traffico di sostanze stupefacenti che avevano intenzione di avviare. Al rifiuto della donna, madre di una bambina di cinque anni, i tre hanno cominciato a perseguitarla.  Le hanno infine intimato di scegliere se consegnare loro la somma contante di 8mila euro o di far da corriere per la droga o, in ultima alternativa di prostituirsi per loro. Quando le minacce, sempre più pressanti, hanno cominciato a riguardare la figlia, la donna, si è rivolta ai carabinieri ai quali ha raccontato, visibilmente provata, l’incubo nel quale era sprofondata. I militari non hanno perso tempo e hanno subito messo sotto controllo l’attività dei tre. Nella mattinata di mercoledì è arrivato l\’ultimatum, entro le diciannove la giovane avrebbe dovuto consegnare loro il denaro richiesto. A questo punto i militari della Stazione di Settecamini, coadiuvati da quelli dell\’aliquota operativa della Compagnia di Tivoli, si sono appostati nel circondario del luogo dell\’appuntamento. Dopo che la donna ha depositato vicino a un cassonetto una busta, che avrebbe dovuto contenere gli  8mila euro, i  carabinieri sono riusciti a individuare la Bmw con la quale si muovevano  gli estorsori. In realtà a bordo dell\’auto c\’erano soltanto i due russi, fermati in contemporanea dagli uomini dell’Arma, subito dopo che uno di questi aveva prelevato la busta con i soldi.  Il servizio di controllo delle vie di fuga, ha permesso ai Carabinieri di individuare il polacco che faceva avanti e indietro lungo il tratto della Tiburtina adiacente al luogo dell\’appuntamento, per verificare la presenza delle forze dell\’ordine. Questi con un messaggio aveva già spiegato alla vittima che lui non ci sarebbe stato, perché sarebbe stato suo compito "sistemare" le cose, qualora fosse andato storto qualcosa, minacciandola di non rivolgersi ai carabinieri. Nella busta in realtà c\’erano un decoder digitale terrestre con dei fogli manoscritti dalla vittima e il suo spazzolino da denti. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati posti a disposizione dell’A.G. competente presso il carcere di Roma Regina Coeli.

 

                                                                                                          Adriana Aniballi