Rifiuti, a Pomezia il Comune deve pagare arretrati per 13 milioni di euro

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 A Pomezia rischia di esplodere una vera e propria emergenza rifiuti. La giunta comunale ha infatti ricevuto da Francesco Rando, amministratore unico di Pontina Ambiente, la società che gestisce la discarica di Albano, un pesante ultimatum. L\’ente di piazza Indipendenza deve infatti pagare arretrati per 13 milioni di euro. Lo dovrà fare entro il 17 maggio, oppure,dichiara Rando, «non accoglieremo più la spazzatura della vostra città». «Gli ultimi pagamenti effettuati a nostro favore – si legge nella lettera inviata dall\’amministratore di Pontina Ambiente –  risalgono al 23 ottobre 2008 e al 10 agosto 2009, come acconto di fatture relative al 2007». «Il debito è molto alto, è inutile negarlo, e il piano di rientro non è stato rispettato – spiega Marcello Franceschetti, capogruppo di Pomezia Unita, partito incaricato all\’Ambiente – Il problema è che di soldi qui non ce ne sono, anzi c\’è un serio rischio di dissesto finanziario». Sulle somme dovute e ancora non pagate pesa lo scandalo Aser, l’azienda che gestiva la riscossione dei tributi, su cui il Comune di Pomezia vanta un credito rilevante. Ma la società è praticamente fallita, e i soldi sono letteralmente spariti. A nulla hanno portato, almeno a livello di denaro entrante, le cause intentate nei confronti degli ex amministratori della società. «Siamo sinceri, c\’è la possibilità che questo denaro che ci spetta non arriverà mai», precisa Franceschetti. Pontina Ambiente non si ferma qui. Anzi rincara la dose: «Non rinnoveremo il contratto all\’amministrazione di Pomezia -scrive ancora Rando – Diamo notizia della grave situazione debitoria alla Regione Lazio, al prefetto di Roma e alla Corte dei Conti, chiedendo provvedimenti urgenti». «Adesso non sappiamo come uscirne – continua il capogruppo di Pomezia Unita – cercheremo di trovare un accordo con la ditta che gestisce la discarica. Il problema è che bisogna anche approvare il bilancio, e sembra un traguardo ancora lontano». Sì perchè nelle ultime due sedute convocate non si è praticamente deliberato. Una volta per la mancanza del numero legale, l\’altra perchè i consiglieri di maggioranza hanno deciso di uscire dall\’aula e di ritirare tutti i punti all\’ordine del giorno, tra cui quello che doveva portare alla presentazione del rendiconto finanziario alla Corte dei Conti. Ambizioni ancora vive, giochi di potere da una parte, la ricerca di arrivare fino al termine del mandato dall\’altra e fare ancora qualcosa per i cittadini. L\’ago della bilancia, in questo caso, è la stessa maggioranza, che appare sempre più divisa al suo interno e mostra crepe forse non più sanabili. «E\’ necessario ricompattarci, non possiamo cadere proprio sulla discussione del bilancio – conclude Franceschetti – De Fusco, che in queste ore (ieri sera, ndr) ha avuto un colloquio con i suoi consiglieri e assessori, ha un compito difficile, ma anche in questo caso dobbiamo fare in modo che l\’interesse della comunità prevalga su quello dei singoli».