Tufello, imprenditore rapito dai suoi usurai

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L’incubo, poi la liberazione. Sequestrato dai suoi strozzini e liberato solo dopo il pagamento di 35.000 euro da parte della famiglia. Un imprenditore romano è stato tenuto prigioniero da tre malviventi che sono stati arrestati in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza di Roma. Sono accusati di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione, violenza privata e lesioni personali. I tre, del Tufello, quartiere periferico del IV Municipio, avevano già pianificato un nuovo rapimento lampo, con le stesse modalità, ai danni di un altro imprenditore strozzato dai debiti. Sono state le intercettazioni telefoniche, oltre alle attività di osservazione, pedinamento e controllo effettuate dai militari del nucleo di polizia tributaria a impedire il nuovo sequestro.
L’imprenditore rapito non riusciva più a pagare un tasso di interesse dell’80 per cento annuo su un prestito che aveva chiesto tempo prima. L’uomo è stato prelevato e tenuto in ostaggio dai tre aguzzini fino a quando i suoi familiari hanno consegnato 35.000 euro di riscatto. Uno dei tre arrestati è stato denunciato anche per coltivazione di marijuana finalizzata allo spaccio. Le piantine di stupefacente e un quantitativo della sostanza, pari circa a 400 gr, sono state poste sotto sequestro così come l’auto utilizzata per il sequestro di persona. L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe De Falco. Nel 2009 i reati di usura in Italia sono saliti del 21,2%; solo nel Lazio si è avuto un tasso di incremento dell’11%, mentre a Roma si registrano percentuali fra il 3 e il 4%.

 

 

 

                                                                                               Federico Ligotti