Guidonia, a processo madre e sorella del cecchino

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Verranno processate Angela Bufalieri e Anna Spagnoli, madre e sorella del cecchino di Guidonia Angelo Spagnoli, l’ex ufficiale dell’esercito che il 3 novembre del 2007 seminò panico e morte dal balcone della  sua casa di via Gualandi. Così ha deciso l’altro giorno il giudice dell\’udienza preliminare di Tivoli, Pier Luigi Balestrieri che ha dunque rinviato a giudizio le due donne per concorso in omicidio colposo, detenzione abusiva di armi e lesioni. Sono state accolte, quindi , le richieste del pm Filippo Guerra,  secondo cui le due, conviventi con Spagnoli, segnalando il comportamento in casa dell\’ex ufficiale, avrebbero potuto impedire gli spari sui passanti dalla loro casa-fortino quella tragica sera. Sotto quel balcone di via Gualandi  a Guidonia morirono il tatuatore Pino Di Gianfelice, 46 anni, e la guardia giurata Luigi Zippo. Rimasero invece ferite altre 7 persone e alla fine in 23 si sono costituite parte civile. Gran parte delle quali martedì  hanno atteso fin alle 19,30 in Tribunale per conoscere le decisioni del gup dopo quasi un\’ora e mezza di camera di consiglio. Intanto per il cecchino  si configura l’ennesima perizia psichiatrica, secondo i criminologi l’uomo  sarebbe affetto «da un disturbo delirante cronico di tipo paranoide». Ma, «in un arco ragionevole di tempo, non inferiore a un anno, se curato, lo Spagnoli può recuperare una parte della sua patologia». Così, dopo il 18 settembre, si torneranno a testare le condizioni di Spagnoli,  nel frattempo ricoverato nell\’ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto.  Soddisfazione è stata espressa in tal senso dagli avvocati di parte civile “perché è giusto valutare ancora le condizioni di Spagnoli e, nel dibattimento, i comportamenti tenuti dalla madre e dalla sorella”.

 

                                                                                     Adriana Aniballi

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