Castelli Romani, sequestrate quattromila bibite illegali

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 Quattromila bibite sequestrate solo ai Castelli nell’ambito di una vasta operazione della Guardia di Finanza denominata “Frizzy and go”. Nuovo colpo degli uomini del Comando Provinciale di Roma e nello specifico della Compagnia di Velletri alla illecita commercializzazione di prodotti con marchi falsi e dannosi per la salute. Ad attirare l’attenzione dei militari, nell’occasione, è stata una catena di discount alimentari operanti nel comprensorio dei Castelli Romani (nello specifico a Velletri, Genzano e Lanuvio) e del frusinate che ponevano in vendita delle bibite, di note marche internazionali, a prezzi oltremodo concorrenziali. Le immediate verifiche eseguite hanno consentito di stabilire l’illegale commercializzazione di tali prodotti in quanto recanti delle etichettature false e contenenti informazioni, dirette al consumatore finale, non veritiere. In particolare questi prodotti, originariamente destinati al mercato dell’est europeo, recavano, sovrapposte ad arte a quelle originarie in lingua straniera, delle etichette adesive posticce con indicazioni non veritiere circa la loro composizione organolettica.

Ad esempio, le aranciate commercializzate sul mercato italiano, sulla base di una specifica normativa nazionale e comunitaria a tutela, devono avere un contenuto minimo di succo d’arancia del 12%, mentre quelle oggetto di accertamenti, destinate nello specifico al mercato ucraino, avevano un contenuto di succo d’arancia di appena l’1%. Ulteriori irregolarità riscontrate in tali prodotti riguardavano la presenza di coloranti e dolcificanti artificiali non ammessi nelle produzioni nazionali.

Un primo intervento d’iniziativa, eseguito in diversi punti vendita della medesima catena distributiva dei Castelli Romani e nella provincia di Frosinone, ha permesso di sottoporre a sequestro oltre 4.000 fra bottiglie e lattine di bibite, permettendo di denunciare all’autorità giudiziaria di Velletri cinque persone, responsabili a diverso titolo, per frode in commercio. Lo sviluppo delle indagini, svolte nell’immediatezza per ricostruire la filiera distributiva dei prodotti illegali, ha portato i finanzieri a sequestrare, presso un grossista operante in provincia di Siena, un ulteriore considerevole quantitativo di bibite ammontante a circa 6.000 pezzi, nonché a stabilire, sulla base dell’esame della documentazione amministrativo-contabile rinvenuta, l’ammontare del prodotto fraudolentemente commercializzato e dannoso per la salute pubblica quantificato complessivamente in circa 850.000 pezzi per un valore stimato di mercato di circa 600.000 euro. La commercializzazione di tali prodotti contraffatti, oltre ad alterare i normali equilibri di mercato e della libera concorrenza, danneggiando gli operatori economici regolari, può costituire un pericolo per la salute degli consumatori.