I lavoratori rioccupano la fabbrica di Videocon

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 Secondo i piani del Ministero dello Sviluppo economico, tutto doveva risolversi entro la fine di febbraio. E invece a oggi nulla è stato comunicato sui progetti industriali per la riconversione del sito di Anagni. C’è solo una proposta scritta della Global energy su una riconversione che prevede la produzione di fibre di carbonio, ma di progetti industriali nemmeno l’ombra. E così, i tempi per l’acquisizione societari sono destinati ad allungarsi ulteriormente per i sindacati.

Questo il motivo che ha spinto ieri i millequattrocento lavoratori in cassa integrazione a rioccupare il sito della ex Vdc Technologies. Erano riuniti tutti in assemblea ieri alla presenza per discutere sullo stato della società. «Abbiamo detto loro la verità – dichiara il delegato della Uilcem Mauro Piscitelli – Non ci è stato comunicato nulla e i cinque progetti industriali finora presentati non sono per noi all’altezza di reintegrare i 1400 lavoratori. Ora – continua – non possiamo trattenere lo sdegno di queste famiglie. Siamo in assemblea permanente e vogliamo far sentire a tutti la nostra voce.»

Allarmata dai possibili risvolti sociali della vicenda, ieri sera l’assessora Tibaldi ha chiesto un incontro istuzionale per affrontare la crisi. «Abbiamo invitato, unitamente al Ministero dello Sviluppo Economico, la proprietà della Videocon a rendersi disponibile per un incontro istituzionale da tenersi entro la fine del mese. Inoltre abbiamo chiesto che siano fornite garanzie in merito alla loro presenza in loco in vista di una rapida conclusione delle trattative in corso per la cessione dell’impianto di Anagni. Seguo con attenzione – conclude Tibaldi – la protesta messa in atto dalle maestranze e auspico che la vicenda Videocon abbia un esito positivo per l’occupazione e lo sviluppo del territorio».

 

 

                                                                                                                            Carmine Seta