Parla Emma Bonino: ecco le mie idee per il Lazio

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«Sulla sanità laziale bisogna realizzare una grande operazione verità». Emma Bonino, candidata del centrosinistra alle regionali e leader storica dei radicali, ha un obiettivo chiaro: spiegare direttamente ai cittadini «perché stiamo facendo dei sacrifici». Lo farà, in caso di elezione, entro i primi tre mesi da Governatrice convocando gli “Stati Generali della Sanità”. «Trasparenza prima di tutto», promette l’ex Commissario europeo, che per rilanciare la Regione Lazio punta a dare respiro al credito, scommettendo sul lavoro e sugli investimenti nell’ambiente.

 

Senatrice Bonino, quali sono i temi principali del programma su cui sta lavorando?

Il programma è in via di definizione e nei prossimi giorni lo presenteremo. Certamente uno dei punti cardine sarà il proseguimento del percorso di risanamento della sanità, lavorando da subito ad alcune azioni incisive per il potenziamento dei servizi sul territorio per la salute; un altro punto sarà poi su investimenti e progetti per migliorare la vita dei pendolari; inoltre puntiamo su un ulteriore rafforzamento degli investimenti nell’ambiente, che sarà un fattore di sviluppo determinante nei prossimi anni. Penso agli investimenti nelle energie rinnovabili, all’approvazione del nuovo Piano Energetico Regionale. E penso anche a una grande iniziativa pubblica che coinvolga imprenditori e cittadini per migliorare la qualità architettonica e ambientale delle città e dei comuni del Lazio. Nelle zone degradate vogliamo ricostruire secondo criteri di sostenibilità totale, sull’esempio di alcune grandi realtà europee. C’è però una grande premessa programmatica che riguarderà tutti i settori: occorre la massima trasparenza e una incisiva semplificazione delle procedure.

 

Quali sono le sue posizioni sul quarto termovalorizzatore di Albano Laziale e sul piano di risanamento della sanità laziale?

Esiste un piano dei rifiuti ed esistono dei dati abbastanza chiari per indicare la rotta, ma sul termovalizzatore di Albano mi risulta sia stato consigliato a chi deve realizzare l\’impianto di attendere l\’esito della decisione del Tar il prossimo 24 marzo. Sulla sanità laziale si è fatto molto per il rientro del debito ereditato nel 2005, certificato dalla Corte dei Conti. Adesso è il momento di un salto di qualità, di un cambiamento radicale di metodo, rompendo il vincolo tra politica e gestione della sanità, perché il rischio è che sia la sanità a gestire la Regione e non il contrario. E lo dobbiamo fare partendo da una grande operazione verità rivolta ai cittadini. Tutti devono essere messi a conoscenza di come stanno le cose. Ecco perché noi convocheremo entro tre mesi dalle elezioni gli “Stati Generali della Sanità”. Ai cittadini deve essere chiaro perché stiamo facendo dei sacrifici e anche, ad esempio, quanto costi un posto letto per un anziano con l’influenza e quanto un infermiere a domicilio. Dobbiamo capire insieme se conviene un ospedale pieno di posti letto per acuti e reparti senza eccellenze particolari e se invece in alcuni casi conviene puntare su un poliambulatorio attrezzato con day hospital e apparecchiature all’avanguardia. La mancanza di condivisione è stato il vero punto debole dei piani di rientro.

 

Qualora riuscisse a vincere la competizione elettorale, quali sarebbero i primi passi da Presidente della Regione?

Oltre agli Stati Generali della Sanità chiamerei a raccolta tutte le forze sociali e produttive per stabilire un piano di rilancio immediato con due obiettivi principali: il credito e il lavoro. Su questi, esiste già un binario costruito con le rappresentanze sindacali e imprenditoriali dalla Giunta precedente. Occorre proseguire. E poi approverei il piano energetico.

 

Per la sua storia politica e privata, lei è sempre stata molto attenta alle questioni della laicità e dei diritti umani. Come intende applicare tale esperienza al governo del Lazio?

La laicità non è un programma di governo ma un principio e un metodo. Le amministrazioni locali si trovano solo incidentalmente di fronte ai grandi temi etici o della laicità, ma che questa sia comunque e sempre un riferimento non lo dico io, lo dice la Costituzione italiana.

 

I radicali romani sostengono da anni l\’istituzione di un registro per le coppie etero e omosessuali non sposate. Da Presidente della Regione lavorerebbe per realizzarlo?

Quella dei registri è una prerogativa comunale anche se alcune Regioni hanno approvato Statuti favorevoli ad una legge sulle unioni civili, anche omosessuali, richiamandosi alla Costituzione o a principi universali. Effettivamente mi chiedo: quanto dovremo ancora far finta che l’Italia non ha perso il treno europeo della modernità e del rispetto dei diritti civili di tutti?

 

Lei ha affermato che il voto cattolico non inciderà sull\’esito della consultazione. Teme tuttavia che un atteggiamento non favorevole del Vaticano possa nuocerle?

Strumentalizzare il voto dei cattolici non è solo scorretto ma anzitutto irrispettoso nei loro stessi confronti. Si tratta di persone adulte con una testa e con dei valori; valori che molto spesso hanno coinciso e coincidono con i nostri, per esempio quando pensiamo all’integrazione degli immigrati oppure alla qualità della vita dei detenuti. Direi  che cattolico e clericale non sono sinonimi.

 

A che tipo di squadra di governo pensa?

Vorrei portare tutte le province in Giunta e dare spazio anche ad elementi esterni in base agli elementari principi di competenza e trasparenza. E’ comunque ancora un po’ prematuro parlarne.

 

Quale sarebbe il tratto innovativo della sua presidenza?

Determinazione, inclusività, trasparenza. E anche apertura al mondo.

 

La sua sfidante, Renata Polverini, sta tentando una strategia elettorale di "sfondamento a sinistra". Lei crede di poter pescare anche nell\’elettorato tipicamente di centrodestra? Se sì con quali argomenti?

In realtà mi sembra che la strategia dello sfondamento a sinistra da parte della Polverini stia generando più che altro dei problemi all’interno della sua stessa coalizione! Credo invece che il progetto di regole e temi di sviluppo che propongo possano interessare anche i cittadini che in passato hanno votato a destra. Gli elettori alla fine premieranno la coerenza e la credibilità, e anche l’esperienza se mi consente.

 

Qual è il suo giudizio sulla Polverini?

Ho stima della Polverini. Meno di alcuni che la circondano.

 

Il motivo principale per il quale i laziali dovrebbero scegliere lei?

Perché sanno che dico quello che penso e, soprattutto, che faccio quello che dico.

 

                                                                                                            Christian Poccia