Acea, i piani di Alemanno imbarazzano la Polverini

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Abbracci e complimenti reciproci sulle coppie di fatto sembrano contraddistinguere il fair play delle due candidate alle regionali. Ma  la vicenda politica si complica quando si passa dalla buona educazione ai programmi ed alle strategie di governo. Qui si riesce veramente a comprendere la radicale differenza di stili e di orientamenti tra Renata Polverini ed Emma Bonino. Se nella sanità tutti i gatti sono bigi e le promesse si sprecano, tanto il piano di rientro è già deciso ed è sempre il Governo ad avere l\’ultima parola, quando si parla di ambiente, energia e beni comuni le cose divengono più chiare, o bianche o nere. Prendiamo ad esempio il caso ACEA, società al 51% del comune di Roma, che fino allo scorso anno avrebbe dovuto chiudere il suo ciclo produttivo (acqua, energia elettrica e gas) acquisendo la Romana Gas. Orbene, l\’operazione non si conclude, presumibilmente per evitare il rafforzamento di Gaz de France Suez, già proprietaria del 10% delle quote ACEA, che in cambio avrebbe dovuto cedere ad ENI la belga Distrigas. Con il rischio di indebolire la posizione, gli interessi e le aspirazioni di Gaetano Francesco Caltagirone che già detiene il 7,5% delle quote ACEA. Fin qui delusione di parte del PD, quella dalemiana, che con l\’inserimento concordato di Peruzy nel Cda sperava in qualche modo di rimanere in gioco, o meglio nel grande gioco (come nello stile del leader maximo) delle multinazionali. Ma Alemanno vuole tutto per sè, anzi gli piove dal cielo e al momento giusto il decreto governativo, approvato dalle camere, sulla ‘privatizzazione delle acque\’ che obbliga le aziende pubbliche del settore a limitare la propria presenza azionaria al 40% entro il 2013, per scendere al 30% entro il 2015. Arriva puntuale il proclama del solerte Alemanno che intende cedere subito il 20% delle quote, così, tanto per accelerare i tempi. Solerzia sospetta che suscita indignazione a sinistra, ma mette in imbarazzo Renata Polverini la quale ‘svicola’ dichiarando nei giorni scorsi: "Sicuramente io ho una visione dell\’acqua come un bene pubblico. Però vedremo". Facendo credere che i giochi con Caltagirone, peraltro suocero di Casini alleato strategico del PdL nel Lazio, non siano ancora fatti. E come se lo stesso Alemanno non finisse per onorare cambiali sottoscritte ben prima della sua elezione. Così mentre la destra ed i fedelissimi di Alemanno aspirano a rendere omogeneo l’assetto di potere esistente nella Capitale, estendendolo alla Regione, la Polverini si erge a paladina del principio di pubblica utilità, badando bene di non esporsi sul ’quando e come’. Ma Renata non è una sprovveduta e sa benissimo che i grandi giochi si fanno prima delle elezioni e gli impegni si assumono prima. Anche la Bonino fa i suoi giochi, ma coerentemente con una ‘vision’ che è di tutta la sinistra, e infatti sul problema delle risorse idriche dichiara: “Non ne faccio una questione ideologica, ma in mancanza di controllo, di democrazia, di regole, di una valutazione costi-benefici non mi pare il momento per una operazione simile, perché mancano i presupposti". Punto e basta, poi decidano gli elettori.


                                                                                                                         Giuliano Longo