Guidonia, muore il ciclista: è caccia al pirata della strada

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 Guidonia, muore il ciclista: è caccia al pirata della strada

 Non ce l’ha fatta Giuseppe Cutini, l’uomo di 67 anni travolto l’altra mattina da un’auto pirata in sella alla sua bicicletta, mentre stava percorrendo via Roma a Guidonia. Le sue condizioni, già apparse gravissime sono peggiorate nel corso della notte, poi ieri intorno alle due del pomeriggio la comunicazione della morte presso il reparto di  terapia intensiva dell’ospedale San Filippo Neri di Roma. L’incidente martedì intorno alle 8,50 del mattino, su via Roma, la centralissima strada di Guidonia, in prossimità dell’incrocio di via Pantano, in direzione della Maremmana.  L’auto che lo ha investito frontalmente è fuggita facendo perdere le proprie tracce subito dopo il fatto. Dalle testimonianze raccolte dagli agenti della polizia municipale di Guidonia e dai carabinieri, a  travolgere l’uomo sarebbe stata una utilitaria descritta come una Fiat Punto grigia a cui le forze dell’ordine stanno dando la caccia senza sosta. A tal proposito gli agenti della municipale infortunistica stradale coordinati dal responsabile del servizio Maggiore Piero Sperandio di Guidonia hanno deciso di lanciare un appello chiedendo ai cittadini di collaborare:“nell’incidente risulta coinvolta una Fiat Punto di colore grigio presumibilmente immatricolata tra gli anni 1999/2003, il cui conducente dopo la collisione si è dato alla fuga senza prestare soccorso – si legge nella nota diffusa – sono in corso indagini per la ricerca del responsabile, a tal fine si chiede collaborazione di chiunque possa fornire, anche in forma anonima, ogni elemento utile per l’individuazione del “pirata della strada. Si prega pertanto chiunque abbia elementi utili a presentarsi presso gli uffici di questo comando di polizia municipale o telefonare all’ufficio sicurezza e infortunistica stradale allo 0774/342506 o mezzo fax al 0774/300488”. L’uomo, residente a Case Rosse era uno sportivo abituato alle lunghe maratone in bicicletta, i familiari ora chiedono giustizia.