Ariccia, un giornale israeliano trae in inganno Cianfanelli

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 Erice o Ariccia? Ariccia o Erice? Questo è il dilemma. Il presidente del Consiglio Berlusconi, in visita in Israele, ha proposto che l\’Italia ospiti i colloqui di pace arabo-israeliani. Ma una sbagliata traduzione o un\’incomprensione nata da un giornale nazionale israeliano ha provocato le reazioni di orgoglio da parte del sindaco Cianfanelli che ha sottolineato in una nota che "la città di Ariccia è profondamente onorata  per essere stata candidata ad ospitare i colloqui di pace arabo-israeliani. Il Comune di Ariccia a tal fine mette a disposizione la meravigliosa cornice del principesco Palazzo Chigi di Ariccia alle porte di Roma, confermando quanto dichiarato dal Presidente Berlusconi nella sua intervista al quotidiano israeliano Haaretz. Siamo pronti ad accogliere questo importante avvenimento nella nostra città, che fu dimora dei principi Chigi e laboratorio creativo del maestro Gian Lorenzo Bernini, che ad Ariccia realizzò con la Collegiata dell’Assunta il prototipo della Basilica di San Pietro”. Anche il membro del coordinamento di Sinistra, Ecologia e Libertà dei Castelli (e cittadino ariccino) Andrea Tupac Mollica ha fatto sapere tramite una nota che “nonostante l\’errore di traduzione che ha indotto a credere che Ariccia fosse candidata ad ospitare i dialoghi di pace arabo/israeliani, resta il fatto che la nostra cittadina avrebbe avuto le carte in regola per accogliere un evento importante come questo”. “E questo – prosegue Mollica – sia per il prestigio del nostro Palazzo Chigi, un luogo unico nei Castelli Romani e in Italia, sia per la consolidata tradizione di pace e democrazia di cui la città di Ariccia è fiera portatrice. Ariccia non ha nulla da invidiare ad altre cittadine, forse più conosciute, ma non per questo più belle o più ricche di storia e tradizione”.

“Nulla di strano quindi – conclude l’esponente di Sel – che una banale svista di traduzione possa aver indotto il sindaco in errore. Quando c’è in ballo l’orgoglio e il prestigio della nostra Ariccia, tutti noi ariccini sappiamo da che parte stare”.