Gaia, scongiurata la mobilità resta da valutare la crisi

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 Un incontro positivo quello che si è svolto ieri in Regione presso la sede dell’assessorato al Lavoro di Alessandra Tibaldi.

Scongiurati i licenziamenti dei lavoratori, resta da valutare l’entità della crisi di Gaiagest affetta da carenza di cdr negli impianti colleferrini.

Ai 48 esuberi  già paventati tempo fa, si era aggiunta, con grande sorpresa dei sindacati, la richiesta di cassa integrazione per i lavoratori del termovalorizzatore.  Due settimane di panico e trattative da parte dell’azienda. Il problema emerso è che Ama non conferiva più il cdr da marzo negli impianti di Colle Sughero venendo meno all’accordo contrattuale con Gaia. Ieri l’epilogo della vicenda in Regione ma sarà necessario un chiarimento con Ama prima di cantare vittoria. Chiaro il resocondo fornito dalla Tibaldi.

“I licenziamenti previsti dalle procedure di mobilità precedentemente avviate a carico di 48 dipendenti del  Consorzio Gaia in amministrazione straordinaria sono stati scongiurati – commenta l’assessora –  è invece  prevista fino a tutto il 2010 la possibilità di usufruire della cassa integrazione in deroga qualora via sia necessità”. Questa la situazione per i lavoratori di Gaia in attesa ovviamente della vendita della società che è stata riaperta.

“Per quanto riguarda Gaiagest- prosegue Tibaldi –  la Cigs è per ora rinviata. Ci adopereremo comunque presso Ama e Comune di Roma per conoscere le ragioni dell’irregolare conferimento del combustibile derivato rifiuti che viene segnalato nei due termocombustori di Colleferro. Tale fenomeno infatti mette a repentaglio i livelli occupazionali e l’integrità aziendale ”. Preoccupazione invece dai lavoratori. “Noi avevamo annunciato che non avremmo firmato nulla – affermano i rappresentanti sindacali di Gaiagest – ovviamente abbiamo chiesto alla Regione una verifica di tutte le parti in causa, azienda, Ama, per vedere se realmente c’è carenza di cdr oppure se la situazione si può risolvere con un tavolo di concertazione. Ovviamente, se, nella peggiore delle ipotesi, non dovesse sistemarsi nulla siamo disposti anche a firmare degli ammortizzatori sociali, ma tutte le strade possibili devono essere percorse”.

“Sono soddisfatta della soluzione raggiunta – conclude Tibaldi – che permette ai lavoratori di restare in carico all’azienda fino a che non siano individuate strade per una auspicabile ripresa. I posti di lavoro nel territorio vanno salvaguardati per mantenere attivo il tessuto economico sociale in una zona, come è quella di Colleferro, particolarmente colpita dagli effetti della crisi”.

I rappresentanti sindacali di Gaiagest hanno annunciato per le prossime settimane degli incontri con l’azienda affinchè si apra un tavolo con Ama per comprendere cosa si sia spezzato nell’accordo.