Capannelle, follia alla caserma dei pompieri

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utto come in un film: il raptus di follia omicida; l\’uomo tranquillo che impugna l\’arma; la rabbia esplosa contro i colleghi; una prima coltellata, sferrata al collo di una donna; il sangue che comincia a scorrere, il coltello che ricomincia a colpire per la seconda volta, per la terza, per un\’altra volta ancora, e poi ancora. Non è trascorso neppure un minuto. Cinque persone sono riverse a terra circondate dal rosso del loro stesso sangue; l\’uomo che scappa, che corre verso la sua auto, ci sale sopra e mette in moto; stridore di gomme sull\’asfalto e una manciata di persone tirate giù come birilli; la fuga finita ancora prima di cominciare; infine l\’arresto.  Tutto come in un film.  Ma quella andata in scena ieri mattina alla caserma dei Vigili del Fuoco di Capannelle, in piazza Scilla, a poche centinaia di metri dal regno della finzione cinematografica, gli studios di Cinecittà, del film non ha proprio nulla. E\’, piuttosto, una realtà di quasi morte, certo di pazzia. Alle 10:30 Gabriele Mancini, 41 anni, ingegnere dipendente dei vigili del fuoco, addetto alla formazione dei piloti e del personale di bordo degli elicotteri, è seduto alla sua scrivania. Ha appena finito di avere una discussione con Marina Mangione, impiegata dell\’ufficio amministrativo. Almeno così dirà l\’uomo ai carabinieri. Lui chiedeva spiegazioni per un affare di soldi, lei non gli dava le risposte che cercava. Mancini tira fuori un coltello a serramanico. E\’ un attimo. La gola di Marina è attraversata da dieci centimetri di lama. La donna cade a terra. L\’ingegnere, «una persona tranquilla» lo definiranno i colleghi, si scaglia contro i quattro che tentano di fermarlo: tutti feriti, trafitti dal coltello. Mancini corre verso l\’uscita, salta a bordo della Ford grigia parcheggiata lì a due passi e prova a fuggire. Investe cinque colleghi. Solo l\’intervento dei carabinieri, che riescono a bloccarlo, evita che il bilancio si aggravi ulteriormente. 

Sono quattro i feriti da codice rosso. Uno trasportato al policlinico Gemelli con l\’elisoccorso gli altri al Casilino, al Vannini e al San Camillo. Tre i codici gialli ricoverati al Pertini, al San Giovanni e Vannini. I restanti tre, feriti lievi, sono stati portati all\’Umberto I e al Pertini. 

Sconcerto tra i vigili del fuoco per quello che loro stessi hanno definito «un gesto di pura follia». 

L\’indagine è affidata al pubblico ministero Patrizia Ciccarese. Il magistrato, che dovrà verificare le condizioni si salute mentale dell\’uomo, ha ipotizzato il reato di tentativo di omicidio plurimo. Mancini, portato inizialmente nella caserma Appia in via dei Calici, è stato trasferito poco dopo nel reparto detentivo dell\’ospedale Pertini. 


                                                                                                          Christian Poccia