Cantiere allagato, disagi in ospedale di Colleferro

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 «Per quale motivo i lavori del nostro ospedale sono ancora fermi? Ci avevano assicurato che sarebbero ripresi al più presto e invece a tutt’oggi è ancora tutto come prima». Il sindaco Mario Cacciotti, insieme all’assessore ai Servizi sociali Cinzia Sandroni, si dice seriamente preoccupato per la mancata ripresa dei lavori di ampliamento e ristrutturazione dell’ospedale “Leopoldo Parodi Delfino”, che erano stati inaugurati nel gennaio del 2008 e non hanno poi mantenuto la tabella di marcia prevista.

«Il nostro ospedale, che ha ben 60 anni di storia, è notoriamente riconosciuto come punto di riferimento insostituibile per migliaia di cittadini di Colleferro e dei centri limitrofi – dicono i due amministratori – Negli anni ha saputo conquistarsi la loro fiducia, grazie alle professionalità di chi vi opera e al loro spiccato senso del dovere. Oggi, che possiamo dire con orgoglio di avere un ospedale di eccellenza  grazie agli ottimi primari che vi sono e a tutto il personale, non dobbiamo e non possiamo permettere che il suo ruolo ne venga compromesso per la mancanza del potenziamento previsto e che è stato avviato. I cantieri sono stati del tutto abbandonati – continuano – e la vista attuale è a dir poco sconcertante. Non solo non ci sono più operai a lavoro, ma i cantieri stessi sono tutti allagati e non vorremmo che alla fine venisse pure vanificato parte di quel che è stato fatto». 

Una vera e propria piscina naturale riempita da 30 centimetri di acqua. E’ questa la vista che si presenta a operatori interni e ammalati dalle finestre del primo piano. «La situazione – fa sapere l’assessore Sandroni, dipendente dell’ospedale – è diventata insopportabile per i reparti siti al pian terreno. L’umidità sta intaccando le pareti interne e la temperatura si è notevolmente abbassata. In ospedale è scattata l’emergenza per tutti i pazienti sensibili. Da fonti interne – aggiunge Sandroni – abbiamo saputo che i lavoratori del cantiere sono stati spostati a Tivoli per la ristrutturazione degli ambulatori lasciando così l’ospedale in una grave situazione di disagio sociale. Chiedo subito di avere dei chiarimenti ai dirigenti della Asl ricordando che non è la prima volta che il Comune deve sollecitare con forza la ripresa dei lavori del nosocomio su questo ulteriore fermo dei lavori».


 

                                                                                                         Carmine Seta