Tivoli, Baisi si dimette: mancano le condizioni per governare

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 Le avvisaglie di una crisi c’erano tutte e da tempo a Palazzo San Bernardino, poi il 31 dicembre scorso all’improvviso, ma forse nemmeno tanto, sono arrivate le dimissioni del sindaco Giuseppe Baisi . Anno nuovo vita nuova avrà  pensato  il successore del più popolare  ex primo cittadino Marco Vincenzi, che  adesso, è già cominciato il conto alla rovescia, avrà venti giorni di tempo per vedere di tornare sulle sue decisioni, altrimenti per i cittadini tiburtini ci sarà, dopo circa un anno e mezzo  di amministrazione Baisi, il ritorno alle urne questa volta in concomitanza con le elezioni regionali, pure lì una bella sfida per il Partito democratico.  E’ in poche righe che Baisi ha spiegato il perché della sua decisione : “Le ragioni di tale scelta risiedono nella situazione di crisi interna alla maggioranza politica – ha scritto il sindaco – che, allo stato, non consente un governo pieno della città né l’attuazione del programma amministrativo. E’ mia intenzione, nei 20 giorni che la legge prevede affinché le dimissioni diventino efficaci, verificare le condizioni per un rinnovato patto politico-amministrativo che consenta un governo forte e autorevole della città». Reazioni contrastanti si sono succedute nei giorni scorsi tra le stanze del Palazzo da maggioranza e opposizione. Solidarietà e comprensione sono stati espressi  a Baisi dai compagni di coalizione, quali  il capogruppo del Pd  ed ex primo cittadino Marco Vincenzi , condiviso in parte da Marino Capobianchi della Sinistra Arcobaleno. Come da previsione critiche e parole di dissenso, per una maggioranza in crisi e ormai arrivata al capolinea, sono arrivate dal Pdl. 

"Per il bene della nostra comunità – conclude Baisi – invito i Consiglieri comunali e i partiti e i movimenti politici della coalizione che si riconoscono nel programma amministrativo ad assumersi le proprie responsabilità, impegnandosi con lealtà e coerenza per continuare il lavoro avviato e compiuto nell\’ interesse della collettività. Se tutto ciò non sarà possibile, le mie dimissioni diventeranno irrevocabili"

Senza più la maggioranza a suo sostegno, con tanti problemi all’orizzonte come la profonda crisi economica dell’Azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, Baisi gioca forse la sua ultima carta. Per ora è una mossa alla ricerca di una nuova maggioranza per ricomporre la crisi ma se il tentativo dovesse fallire Baisi promette di trasformare in irrevocabili le dimissioni.

Intanto l’altro giorno è andata a vuoto, per mancanza del numero legale, proprio la seduta di Consiglio comunale, l’assenza, soprattutto degli esponenti della maggioranza, non ha permesso che si svolgesse l’assise chiesta dalla opposizione per parlare della privatizzazione delle due municipalizzate l’Acque Albule Spa e l’Asa.

Fra qualche giorno, precisamente entro il 20 gennaio si saprà quindi se si andrà di nuovo alle urne. In questi giorni Baisi dovrà soprattutto verificare se c’è una maggioranza che lo sostiene, se si ricompone la frattura nel Pd, se torna in maggioranza la sinistra radicale e l’Italia del Valori .