Delitto Onofri, convalidati I fermi: anche il terzo in carcere

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Convalida dei fermi e contestuale emissione di un\’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i tre indagati dalla Procura di Tivoli per l\’omicidio di Stefano Onofri, il 26enne picchiato da un rivale in amore con una mazza da baseball e colpito da un colpo di pistola alla nuca la notte tra il 5 ed il 6 dicembre scorso e morto il giorno successivo. I provvedimenti  di custodia cautelare,  in particolare,  sono stati emessi dal gip nei confronti di  Nicolas Iori., il 18enne ritenuto l\’esecutore materiale del delitto, ed i suoi amici coetanei Michele S. e Gianluca D.N., accusati di concorso in omicidio. Restano pertanto in carcere i primi due indagati cui si aggiunge anche il terzo nei cui confronti in precedenza erano stati disposti gli arresti domiciliari. Intanto dopo frenetiche ricerche mercoledì in tarda serata è  spuntata fuori dalle acque del fiume Aniene la pistola da cui è partito il colpo mortale ma non ancora il nome di chi l\’ha fornita ai suoi assassini. Su questo punto  si è concentrata la lunghissima udienza di convalida, tenuta dal gip del Tribunale di Tivoli direttamente nel carcere di Rebibbia, dove sono rinchiusi i due amici, a cui si è aggiunto, accompagnato dai militari anche il terzo diciottenne. I loro interrogatori si sono svolti proprio mentre a Castel Madama i carabinieri della Compagnia di Tivoli, con  l’aiuto dell\’unità cinofila e del nucleo subacquei del comando provinciale dell\’Arma, hanno iniziato a scandagliare le zone vicine alla frazione «Uccetta», l\’area agricola a confine con Tivoli dove si trova  l\’orto degli Iori . E’ lì che è avvenuta la tragica esecuzione costata la vita al 26enne. Piccola, tascabile, si tratta di una pistola calibro 6 e 35. L’arma era sotto l\’antico Ponte della Mola, fra Castel Madama e San Gregorio da Sassola. Si erano spinti fin lì i tre amici quella notte per far sparire l’arma con la quale pensavano di avere dato il colpo di grazia al giovane dopo i colpi assestati prima con la mazza da baseball . Uno sparo alla nuca ritenuto subito fatale dai tre, che non hanno esitato ad abbandonare Stefano seminudo nascosto sotto un telo credendolo morto. Gli uomini del capitano Luca Palmieri stanno ora facendo gli accertamenti sul numero di matricola dell\’arma rinvenuta, dopo aver recuperato un solo bossolo dello stesso tipo di pistola. Mentre i colleghi del Ris, invece, dopo aver analizzato ciò che resta sulla mazza da baseball, hanno avviato la valutazione degli esiti dei test stub, eseguiti sulle mani dei tre arrestati per rintracciare i residui di polvere da sparo e sapere con certezza chi ha usato quella 6 e 35 restituita ieri dal fiume Aniene.  Non ci vorrà molto ai militari per scoprire da dove è arrivata la pistola e forse già nelle prossime ore da qualcuno potrebbero arrivare  finalmente le prime ammissioni.  Intanto sono attesi per oggi i risultati della autopsia a cui è stato sottoposto  ieri Stefano Onofri. I funerali del ragazzo si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15,30 nella chiesetta di San Michele Arcangelo a Castel  Madama.  Tutto il paese si sta preparando per partecipare alle esequie e stringersi intorno alla famiglia del “gigante buono”.

 

                                                                                                       Adriana Aniballi