Tivoli, incidente: Emily e Alessia ancora in coma

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 All\’alba di ieri, dopo una intera notte di lavoro, i carabinieri hanno ricostruito nei particolari l\’esatta dinamica dell\’incidente avvenuto sabato sera sulla Tiburtina, all\’altezza di Tivoli, e che è costato la vita a quattro persone, spedendone altre due all\’ospedale in gravissime condizioni. Secondo gli inquirenti, lo scontro che ha coinvolto una Ferrari, una Fiat Punto e una moto sarebbe stato provocato dal conducente della fuori serie, lanciata a 170 km/h in un tratto di strada dove il limite di velocità è di 40. L\’uomo avrebbe perso il controllo della sua auto poco prima di una curva facendola diventare una specie di ordigno lanciato sull\’utilitaria che giungeva in senso opposto e sulla moto. La Ferrari guidata da Giovanni Modesti, informatore  farmaceutico di 43 anni, procedeva da Tivoli verso Vicovaro e si è scontrata contro la Punto di Mario Di Fausto, quasi 21 anni, che veniva dalla parte opposta, e contro la moto di Antonio Gabriele Bianchi, 41 anni, dipendente della Trelleborg, che con sè trasportava la moglie. 

Drammatico il bilancio. A perdere la vita sono stati i coniugi Bianchi, il conducente della Ferrari Modesti e Mirko Solitari, 22 anni, a bordo della Punto. Su quell\’auto, con lui e Mario Di Fausto c\’erano anche le rispettive fidanzate, Emily Dante e Alessia De Santis, entrambe in attesa di un figlio (Alessia lo ha perduto) e ora in coma al Policlinico Umberto I di Roma. Per loro, secondo quanto si apprende da fonti ospedaliere, il quadro clinico è preoccupante. Ferita, ma non gravemente, anche Eveline Solitari, sedici anni, anch\’ella sulla Punto. 

La Procura di Tivoli ha disposto l\’autopsia delle quattro vittime. Il pm Filippo Guerra, titolare dell\’inchiesta, ha dato incarico al medico legale di sottoporre le salme anche a prelievi tossicologici. Il magistrato vuole appurare quale fosse lo stato dei conducenti, tutti deceduti, dei mezzi coinvolti nello scontro. L\’inchiesta giudiziaria, in attesa della consegna dei rilievi fatti sul luogo dell\’incidente, è comunque destinata ad essere archiviata per morte del conducente della Ferrari, colui cioé che è ritenuto responsabile dello schianto. 

Il tratto di strada dove è avvenuto l\’incidente era stato messo in sicurezza tre anni fa.


                                                                                                            Stefano Crocco