Processo Gaia. Chiuse le indagini preliminari: 25 le accuse

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 Chiusa la prima fase dell’inchiesta sui due inceneritori del Consorzio Gaia di Colleferro. 25 gli indagati, due le società del gruppo coinvolte nella combustione del Cdr, la Mobilservice srl e la EP Sistemi Spa. Tra gli indagati c’è anche Andrea Lolli, attuale commissario straordinario.

La principale accusa mossa dal pm riguarda la massima dirigenza tecnica di Gaia. Paolo Meglia, direttore tecnico delle due società, Stefania Brida, responsabile gestione rifiuti, Franco Perasso, legale rappresentante di Mobilservice e Ep Sistemi, sono indagati, tra l’altro, per la violazione della legge 152 del 2006 – norme ambientali – per aver utilizzato negli impianti Cdr – combustibile da rifiuti – non idoneo e con certificazioni false. Per lo stesso reato è indagato anche Andrea Lolli e il direttore del personale Daniele Adamo. I due non apparivano inizialmente nell’indagine, ma, probabilmente, la Procura di Velletri ha unito procedimenti diversi, che facevano capo, in realtà, agli stessi fatti.

Sempre per violazione delle norme ambientali sono indagati Giuseppe Rubrichi e Angelo Botti, manager dell’Ama di Roma. Secondo la ricostruzione degli investigatori, una parte del cdr illecito proveniva dagli impianti di Rocca Cengia, gestiti dalla società romana. Rubrichi, poi, è coinvolto nell’inchiesta anche in qualità di procuratore dell’Ama, che, a sua volta, ha una partecipazione societaria nella Mobilservice. Nell’avviso di chiusura delle indagini sono indicati anche Stefano Batistini, Simone Gabricci e Inesca Brbic della Opus automazione, la società che si occupava della gestione informatica del sistema di controllo dei fumi. Secondo l’accusa il sistema era stato manomesso in modo da non rilevare gli eventuali superamenti dei limiti di legge sulle emissioni.

Un ruolo importante nella vicenda lo hanno avuto i laboratori che certificavano la qualità del Cdr inviato a Colleferro. Per il pm Cirielli i responsabili dei centri di analisi Osi – di fiducia delle società di Gaia – e Mazzaglia – di Portici, vicino Napoli – avrebbero presentato certificati compiacenti, realizzati senza rispettare le norme in materia di rifiuti.

Dalle carte del processo risultano soltanto 13 sforamenti tutti tra aprile e maggio del 2008 (7 per la Mobilservice e 5 per la EP Sistemi), ma i Magistrati hanno annunciato che potrebbero essere molti di più visto la perdita di parte della documentazione.

 

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