Zagarolo: pendolari sull’orlo di una crisi di nervi

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 Sono arrivati ormai alla decina gli interventi dei carabinieri di Roma sul binario 19 in partenza per Frosinone e Cassino. Nella maggior parte dei casi il problema riguarda la chiusura delle prime carrozze a causa della ristrettezza dei marciapiedi, ma non sono mancati anche casi di malori. Sono proteste sporadiche dettate dalla situazione di disagio vissuta al momento ma c’è qualcuno che si è già organizzato con petizioni e lettere di protesta, arrivate ormai alla centinaia. La cronaca li definisce “carri di bestiame”. Bagni sporchi da mesi; condizionatori assenti o non funzionanti; porte rotte su vagoni degli anni \’70 legate con fascette di plastica o scotch; e ancora buchi "aggiustati" con nastro adesivo. Queste sono solo alcune delle segnalazioni ricevute in questi mesi ma la lista sarebbe molto più lunga. A cominciare proprio dalla tematica della sicurezza su cui Trenitalia ha investito milioni di euro, ma solo in campagne pubblicitarie. Qui sono le domande a riempire intere pagine di elenchi ancora senza risposta. Ad esempio perché ogni giorno quasi tutti i viaggiatori alla Stazione di Zagarolo attraversano i binari senza usare il sottopassaggio senza che nessuno intervenga? Perché i marciapiedi delle stazioni sono più corti dei treni? E’ forse questo il motivo per cui vengono chiuse le carrozze o forse perché non c’è abbastanza personale controllore a bordo?

Un intero popolo di pendolari chiede delle risposte a queste domande e non si escludono atti dimostrativi se la Regione Lazio non si decide di firmare nel più breve tempo possibile l’atteso contratto di servizio con il quale, si dice, verranno garantiti gli interventi di manutenzione. Aspettiamo.

 

                                                                                                                                     Carmine Seta