Nettuno : Corte dei conti condanna ex sindaco al pagamento di 30mila euro

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 La Corte dei Conti ha condannato l’ex sindaco di Nettuno, Vittorio Marzoli, al pagamento di 30 mila euro più le spese processuali per il danno arrecato alle casse comunali per gli incarichi di consulenza assegnati dalla giunta ad Antonio Boni, ex dirigente dell’area economico – finanziaria, fino al 2005. Secondo la Corte dei Conti, che ha preso in considerazione il periodo compreso tra gli anni 2003 e 2005, gli stipendi corrisposti al dirigente in quegli anni erano superiori a quello percepito nel 2002. In pratica la Corte ha stabilito che Boni percepiva dal Comune di Nettuno 76 mila euro all’anno, mentre è stato accertato che su decisione personale del sindaco Marzoli, autorizzato dalla giunta comunale, gli stipendi vennero raddoppiati. Nella sentenza si legge che il compenso era spropositato rispetto a quanto previsto dalla legge. “Infatti, l’articolo 10 del decreto legislativo 267 del 2000, al comma 3, stabilisce che il trattamento economico dei dirigenti nominati a contratto debba essere equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali (…) Sussiste, dunque, a parere del Collegio, un danno per le casse comunali pari a 60 mila euro (…) Di tale danno deve rispondere il sindaco Marzoli, il quale (…) avrebbe dovuto determinare il compenso secondo i parametri stabiliti dalla legge (…) e non già, come è accaduto, in modo del tutto arbitrario e avulso da parametri normativi e contrattuali”. Assolta invece la vecchia giunta formata dallo scomparso Ettore Cucillato, Marcello Armocida, Gianni Cancelli, Stefano Di Magno, Vincenzo Guidi, Alessandro Mauro e Gabriele Petriconi, perché secondo la Corte dei Conti la delibera 122 con la quale venne approvata la nomina a Boni, era stata approvata da loro, solo perché il posto di dirigente dell’area economico – finanziaria avesse un titolare e non rimanesse vacante.