Velletri, dipendenti comunali in ansia per il mancato pagamento degli stipendi

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 Nuovi clamorosi sviluppi sono emersi ieri mattina sullo stato comatoso delle casse comunali veliterne. Una mattinata di tensione e di improvvisi colpi di scena ha caratterizzato il venerdì mattina di diversi dipendenti del Comune di Velletri. Recatisi in banca a ritirare lo stipendio gli stessi si sono visti rispondere che non era possibile procedere per mancanza di fondi. La tensione è cresciuta a dismisura di fronte alle notizie trapelate di un pignoramento di 5 milioni di euro relativo ad una causa col Co.Ge.Mi, il centro culturale amministrativo col quale fino a pochi mesi fa il Comune di Velletri intratteneva esosi rapporti di locazione. Un pignoramento legato, secondo le rassicurazioni subito fornite dal sindaco Fausto Servadio, alla mancata corresponsione degli affitti arretrati. L’opposizione, tramite il leader dell’Udc Lamberto Trivelloni ha invece buttato nel calderone anche presunte “irregolarità nella gestione delle disdette”, tutte ancora da verificare. Dopo un paio d’ore di tensione la protesta dei dipendenti, presenti in massa per la coincidente assemblea del personale, è stata placata con l’intervento del dirigente al personale, che ha provveduto a stornare i proventi dal fondo comune al fondo stipendi. “Gli stipendi sono tutelati – ha subito aggiunto Servadio – e non sono affatto in discussione”. La vicenda, piuttosto singolare, oltre a confermare le difficoltà finanziarie dell’ente comunale, aggravate da quest’ulteriore mannaia, fa risaltare ancor di più i rapporti farraginosi tra la struttura dirigenziale e gli organi di indirizzo politico. Non è un caso che lo stesso sindaco, pur lodando a più riprese i dipendenti, si sia più volte lamentato di un certo ostracismo da parte dei dirigenti di settore, spesso criticati in passato anche dal consigliere comunale Salvatore Ladaga. Quanto alla concomitante assemblea indetta dalle sigle sindacali, ottime notizie per i dipendenti comunali, che dopo l’approvazione del nuovo contratto nazionale, avvenuta il 4 giugno, vedranno aumentare i compensi in busta paga di 60 euro lordi, a fronte dei 90 previsti se l’ente non fosse fuoriuscito dal patto di stabilità.

                                                                                                                                   Les