Legambiente: cresce l\’illegalità sulle coste del litorale

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Spesso per le zone del litorale laziale si è parlato di ecomostri, costruzioni che deturpano i paesaggi, soprattutto quelli vicini al mare, e Legambiente nel dossier “Mare Nostrum 2009” non ha fatto altro che ricordarcelo. Proprio le coste laziali sembrerebbero infatti particolarmente interessate da episodi di illegalità, quali abusi edilizi, inquinamento, pesca di frodo e violazione del codice di navigazione, che hanno registrato un notevole peggioramento rispetto allo scorso anno. Parlando in numeri, si contano tre infrazioni al giorno, ben 2,8 per chilometro di costa, per un totale di 1.008, oltre un terzo in più (+35,7%) rispetto alle 648 dello scorso anno, cifre che hanno portato il Lazio a passare dal nono al settimo posto della classifica nazionale per gli illeciti e dall\’undicesimo al settimo per le infrazioni, con una percentuale del 6,9% sul totale dei reati commessi lungo le coste italiane. Aumentano anche le persone denunciate o arrestate, da 684 a 1.129, per una crescita percentuale del 39,4%, nonché i sequestri, che passano da 166 a 231, lievitando del 28,1%. Non va di certo meglio sul fronte delle illegalità per mare inquinato, dove la nostra regione sale di ben quattro posizioni in classifica, dal decimo al sesto posto, ovvero da 80 ai 106 illeciti complessivi (+24,5%), su un totale di 1.810. Le persone denunciate o arrestate crescono da 96 a 143 (+33%) ed i sequestri da 29 a ben 63 (+54%). “Situazione di illegalità più che allarmante” la dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, definendo ottimo il lavoro delle forze dell’ordine ma chiedendo una maggiore attenzione da parte degli amministratori comunali. Per Parlati infatti il problema più grave rimane l’abusivismo edilizio, e la cementificazione selvaggia, che ha interessato molto nell’ultimo periodo il comune di Nettuno, per lo stabile che dovrà ospitare la Marina di Nettuno, il comune di Anzio, per il nuovo porto che sembrerebbe non avere lo studio di impatto ambientale alla base, ma che non ha risparmiato anche in passato il comune di Ardea. Ma non è finita qui. Il litorale laziale non sembra essere neppure esonerato dall’assegnazione delle “Bandiere nere”, che Legambiente assegna “pirati del mare”, contraddistintisi per le vicende che vanno contro la tutela delle coste. Interessati a questa note di demerito infatti sono i territori del Parco Nazionale del Circeo per le vicende legate al Lago di Paola. Altro rimprovero fatto alle coste del Lazio da Legambiente è stato quello relativo ai porti, troppi, e poco attenti ai regolamenti, soprattutto per le zone che vanno da Formia ad Anzio e Fiumicino.