Sorgente Appia fatti più in là: è in arrivo un centro commerciale

0
61

 Un centro commerciale al posto della sorgente Appia che sta al confine tra il X Municipio e Ciampino? L\’ipotesi, vagheggiata già quindici anni fa da Giuseppe Ciarrapico, allora proprietario della sorgente, pare sia divenuta realtà. I rubinetti dai quali fuoriesce acqua minerale dovrebbero infatti lasciare il posto a una struttura di quasi trentamila metri quadrati. Il progetto è stato infatti presentato alcuni giorni fa negli uffici del municipio di piazza Cinecittà e che ieri ha scatenato le ire dei Verdi di Ciampino, secondo i quali  «sarebbe un danno enorme per il territorio e la popolazione di Ciampino. L\’area in questione – osservano gli ambientalisti – è già satura di centri commerciali di diversi tipi e dimensioni, distanti tra loro poche centinaia di metri, con una ricaduta pesante sul traffico automobilistico già congestionato della zona. Per non parlare poi del confinante e ingombrante aeroporto, con il suo carico di grave inquinamento per l\’intorno».

«Non c\’è bisogno di nuovi centri commerciali, considerando anche la crisi economica che coinvolge i numerosi già esistenti nel quadrante sud di Roma e che coinvolgono l\’area ciampinese – spiega il partito in una nota – Nelle vicende che negli anni hanno coinvolto la Sorgente Appia, ora in gestione alla cooperativa che ha i diritti di sfruttamento della fonte, ci risulta che una parte dell\’area fosse stata acquisita dalla Provincia di Roma per favorire l\’utilizzo dell\’acqua minerale. Chiediamo quindi ai vari Enti interessati per le rispettive competenze (X Municipio, Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio) la massima chiarezza su questo prospettato scempio, dando risposte  certe, una volta per tutte, in merito alla destinazione dell\’area e, soprattutto, di coinvolgere nelle decisioni il comune di Ciampino che sopporterebbe i maggiori danni da questo sciagurato progetto». I verdi invitano infine l\’amministrazione ciampinese a intervenire in «tutte le sedi opportune per esprimere la netta contrarietà al progetto di centro commerciale».