Fiumicino, doping al posto di souvenir : denunciato napoletano

0
43

Aveva una abbronzatura da far invidia, frutto del suo viaggio appena fatto. Arrivava infatti dalla località egiziana di Sharm El Sheik, sul Mar Rosso, nota per le acque cristalline e il clima sempre caldo. Eppure, trasportava qualcosa di losco. Farmaci vietati, che aveva messo in valigia. Così, all’aeroporto di Fiumicino, appena arrivato a terra, un giovane, napoletano è stato sottoposto a controllo da parte dei finanzieri del comando provinciale di via Nomentana. Secondo quanto hanno appreso gli inquirenti, infatti, la sua vacanza presso la famosa località egiziana non era stata motivata principalmente da bisogno di relax. Le due voluminose valigie che aveva al seguito avevano incuriosito i militari in servizio presso l\’aeroporto di Fiumicino, impegnati ogni giorno con i controlli delle decine di migliaia di passeggeri e bagagli in transito da e per Roma. “Cosa porta lì dentro?”, gli hanno chiesto le fiamme gialle. “Niente, qualche souvenir”, gli avrebbe risposto. Infatti D.P., di 28 anni, originario della provincia di Napoli ma residente a Ravenna, alle prime domande che gli erano state rivolte dagli uomini della Guardia di Finanza circa il contenuto dei propri trolley ha risposto di aver acquistato vari e numerosi prodotti artigianali di scarso valore, tipici della tradizione beduina. In pratica, avrebbe voluto far passare il contenuto per tanti piccoli ricordi che poi, magari, avrebbe regalato alle persone care una volta a casa. Del tutto singolare, invece, quanto riscontrato dai finanzieri: all\’interno delle due valigie sono state rinvenute ben 35.000 compresse ed oltre 1000 fiale di farmaci vietati dalla normativa antidoping: anabolizzanti ed efedrina che molto probabilmente sarebbero state vendute nel mercato nero dei “palestrati dopati”. Le indagini degli agenti delle fiamme gialle, scattate immediatamente, hanno permesso proprio di accertare che i medicinali erano destinati al mercato clandestino di palestre campane ed emiliane, con grandi rischi per la salute degli atleti che le avrebbero assunte e che, a fronte di una sensazione di minor fatica fisica e risultati muscolari semplificati, avrebbero potuto rischiare tumori al fegato e ai reni, sterilità e alterazione della psiche. Il ragazzo partenopeo, dopo che gli è stato sequestrato quanto illecitamente trasportato, è stato denunciato a piede libero presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Civitavecchia. Dovrà rispondere del reato di violazione della disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping.