Cesurni, armati sequestrano i dipendenti e poi scappano con 100 mila euro

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 Hanno fatto irruzione in sei armati di pistola e taglierino, alcuni con il  volto travisato da sciarpe e passamontagna, hanno legato i dipendenti  mani e piedi  e li hanno chiusi all’interno del magazzino, poi se la sono data a gambe con merce per un valore complessivo stimato intorno ai 100mila euro. Il colpo è stato messo a segno l’altra sera nella sede della società di Autotrasporti “Passalacqua”, in località Cesurni a Tivoli Terme.  I malviventi sono arrivati intorno alle 21,30 e sono andati via con la refurtiva solo alle 23, un’ora e mezza di  incubo per i sei operai colti di sorpresa nel piazzale antistante la ditta mentre stavano lavorando. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia di Stato del commissariato tiburtino, in un  primo momento ad arrivare armati di  pistola e taglierino sono stati in tre.  Il blitz nel piazzale antistante la società di trasporti a bordo di un tir. Una volta dentro hanno immobilizzato i dipendenti legandoli mani e piedi con del filo elettrico, poi li hanno chiusi dentro il magazzino per “lavorare” senza essere disturbati. Qualche minuto dopo i tre sono stati raggiunti dagli altri componenti  della banda, anche loro arrivati a bordo di un tir. Una volta posizionati i camion per il carico, i rapinatori hanno usato il muletto della azienda per sistemare la merce, una cinquantina di bancali contenenti vino ed altri prodotti destinati alla vendita nei supermercati. Un bottino, hanno stimato i titolari della ditta, che si aggira intorno ai 100mila euro.  Caricati tutti e due i camion i malviventi si sono dati alla fuga, solo uno di loro è rimasto di guardia, giusto il tempo di accertarsi che complici si allontanassero senza problemi. Poi anche lui si è allontanato a bordo dell’auto di uno dei dipendenti. La vettura  è stata ritrovata poco dopo dalla polizia abbandonata nei pressi del Mc Donald di via Tiburtina, dei due tir invece nessuna traccia. Sul posto , insieme agli agenti del commissariato di Tivoli che si stanno occupando delle indagini,  anche la polizia scientifica e gli uomini della squadra mobile di Roma.  Secondo i racconti degli operai  tenuti prigionieri dai malviventi per tutta la durata del colpo, i rapinatori parlavano con spiccato accento napoletano, la polizia sta cercando attraverso le loro testimonianze di dare un volto e un nome ai malviventi, certo è che si è trattato di un colpo studiato nei minimi particolari. Le indagini vanno avanti a 360 gradi.