Calcio, cavalcata vincente: il Pomezia sale in serie D

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E’ fatta. Il Pomezia conquista la serie D in un Comunale di via Varrone mai così caldo, con un agevole 4-1 al già condannato Santa Marinella, che dà il via a festeggiamenti sfrenati per un obiettivo preparato da luglio e raggiunto al termine di un campionato estenuante in cui Lanza e i suoi hanno lottato con Latina, Anziolavinio e Fidene, staccandoli uno dopo l’altro. 

La squadra di patron Di Mario chiude con 79 punti, migliore attacco (81 gol) e la miglior difesa (24): sono statistiche che parlano chiaro, anche se dopo il ko di Latina sembravano non dover bastare. Lo stadio era già pronto a festa, ma nel calcio nulla è dato per scontato, il Santa Marinella è venuto senza nulla da chiedere, ha lottato come ha potuto, ma il dislivello ha premiato i “dragoni”, che con Piroli in apertura e una tripletta di Amassoka (22 gol per lui) hanno vinto il campionato. 

Venendo alla cruda cronaca, Lanza propone il “suo” 4-3-3 dove Proietti stavolta va in attacco assieme ad Amassoka e Laurato, Piroli al centro della difesa e Palermo, Costantini e Mastromattei a centrocampo; anche Stivale risponde con un 4-3-3, Spirito è il playmaker a centrocampo. L’arbitro Vitale fischia l’inizio, e gli uomini di Lanza vogliono subito togliersi il dente, il primo affondo pometino chiude il discorso serie D già al 4’: da calcio d’angolo Palermo crossa a rientrare in area piccola dove Amassoka fa da torre di testa verso Piroli a due passi dalla porta, il difensore goleador non tradisce il suo istinto e scarica la palla in rete con una gran botta. 

Carlo Lanza chiede ai suoi il raddoppio, e Amassoka lo accontenta all’11’ con il 2-0: Proietti da destra fa partire un cross basso che raggiunge Colantoni che si era inserito alla sinistra dell’area per tirare, ma Remiddi respinge il suo sinistro sulla linea, ma nulla può sull’accorrente Amassoka che fa il tap-in vincente. Il risultato ormai è al sicuro, il Santa Marinella prova a ravvivarsi al 16’ con una punizione da cui parte un cross in area per Panunzi, colpo di testa ma è Proietti a fermarlo in angolo. Colantoni cerca il gol personale avviando una battaglia con Remiddi, che al 20’ respinge in corner il tiro pericoloso di destro dell’esterno. Amassoka vede l’avversario in grande difficoltà e decide di arrotondare il risultato: al 36’ sempre sulla destra Proietti dialoga con Campione in area, il numero 2 prolunga la palla in area piccola dove Remiddi tentenna in uscita, la sfera si posa sulla testa di Amassoka che non perdona, colpo potente sul primo palo, le mani del portiere non trattengono ed è 3-0. 

La chiusura di 1° tempo è di Colantoni che ci riprova, dopo aver seminato due difensori sulla sinistra, entra in area e tira, Gabriolla ribatte la prima conclusione, ma Colantoni ci riprova e stavolta inquadra la porta che Remiddi difende con un bel volo a salvare in angolo. Squadre più scariche nella ripresa, i giocatori sembrano attendere già la fine. 

Il Pomezia ha ancora energie, Campione sulla destra percorre 40 metri fino all’area piccola dove conclude l’azione, Remiddi gli nega il gol. Tre minuti prima di quest’ultima azione, Lanza aveva cambiato Palermo con Rossi, un giocatore che si è visto poco quest’anno; ma vuole essere lui a dare il la all’81° e ultimo gol del Pomezia di quest’anno, dalla trequarti centrale pesca Amassoka, lasciato solo da una difesa ormai sfilacciata, il camerunense entra in area in solitaria e supera anche l’estremo difensore con un tocco d’esterno destro. Il 4-0 fa giocare le squadre sul velluto, per un motivo o per l’altro; il Pomezia inoltre rimane in 10 per l’infortunio di Costantini, quando i cambi erano già esauriti. 

Il Santa Marinella allora trova la forza di realizzare il gol della bandiera, che sa di saluto all’Eccellenza: al 40’ Spogliatoio con una progressione da sinistra entra nel rettangolo d’area, Galasso lo spinge e l’arbitro Vitale concede il giusto penalty: dagli 11 metri va Spirito, tira verso sinistra e spiazza Fiumanò, 4-1 e il tabellino si ferma. I 5 minuti finali fanno da passerella per il Pomezia, che al triplice fischio di chiusura esplode in un urlo che coinvolge gli uomini in campo e i molti tifosi sugli spalti. Ora inizia una nuova avventura, ma questa è un’altra storia.