Quei ragazzi col coltello in tasca

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 Coi coltelli in tasca avanzano lungo la strada in mezzo alla gente con l’aria di chi sa, o crede di sapere, come vanno trattati gli uomini e la vita, con la violenza di chi deve terrorizzare perché non vuole essere terrorizzato. Ma sono ragazzini, che della vita e degli uomini conoscono l’immagine, storta e falsa riflessa da Facebook, dove le amicizie e gli odi, l’esistere o il non essere stanno dentro a un clic o una fotografia levata di mezzo come fosse mai stata catturata e il respiro degli altri somiglia al ronzio del computer; ragazzini che coi coltelli in tasca s’ingannano di non aver paura di niente perché infilzare chi ti sta davanti e t’insulta o non t’obbedisce, è semplice quanto un clic.  Sapessero il colore rosso cupo del sangue, conoscessero l’odore del sangue che fiotta dal corpo ferito di un altro, e la carne squarciata; sapessero il dolore,  non avrebbero forse  lo stomaco e il cuore di accoltellare uno che respira davvero.

Sono ragazzi, questi senza cervello coi coltelli in tasca, che alla loro guerra personale contro la civiltà vanno armati di violenza e scemenza. A Roma e ovunque.

 

                                                                                                                                                               Christian Poccia