Nomadi a Portuense: i vigili si defilano

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Si alza pigramente il vigile corpulento da una delle poche macchine della polizia municipale rimaste a presidiare il mercato di Porta Portese.  Alcuni cittadini residenti, presi nel ruolo di difensori civici del territorio, lo sollecitano a verificare l’improvviso arrivo di diversi rom che hanno steso lenzuoli lungo la via Portuense, davanti ai portoni,  e stanno vendendo ad una folla di insospettabili, fili di rame, scarpe (solo la destra o solo la sinistra) e  pezzi di computer.

La reazione non si fa attendere e chi si aspettava lo zelante Otello Celletti di sordiana memoria, si ritrova un epigono di Tomas Milian che colpisce con un diretto :  “ ’natelo a dì ar sindaco, è lui che ce li vuole e poi noi siamo troppo pochi pè controllà tutto”.  La signora, residente proprio in un condominio antistante  la nuova rivendita, non demorde: «Quindi, cosa si può fare? Se si lasciano qui oggi, la prossima settimana saranno il doppio».

Non ci sono dubbi per il rappresentante delle rivendicazioni sindacali della categoria: «Scrivete al Campidoglio, noi eravamo 80 qui, mo’ siamo 25. Che ve posso dì, chiudeteve bene in casa. Oppure andate a vive allo stadio Olimpico lì c’hanno messo un sacco di colleghi».

Lo sguardo del gruppo che si aspettava almeno quei dieci passi per verificare quanto detto, da interrogativo si fa sbigottito. La signora che ancora non si arrende si limita a insistere: «Ma è sicuro che non potete fare niente – e osa – guardi che è merce rubata!». «Signò che non lo so, ma il sindaco glie vole tanto bene a sti zingari e il capo della polizia (è il nuovo capo della municipale con un passato nella Polizia, accolto con una certa freddezza dai vigili ndr) è venuto,  ha visto quello che fà il gioco delle tre carte e ha detto che era un trucco di abilità e non azzardo perché non ha visto i soldi sul banco. E noi allora perché ci dobbiamo preoccupa».

L’improvvisato siparietto domenicale lungo via Portuense, si conclude con la sconfitta dello spirito civico dei residenti e la vittoria dell’ignavia di una città che tra contestazioni, polemiche e immobilismo rischia di precipitare in un’insofferenza generalizzata che non permette futuro. La signora comunque è entrata velocemente nel portone e ha chiuso bene la porta. Chissà la prossima settimana cercherà se sotto casa trova la decollete nera destra che le manca da tempo.