Ostia, i cittadini rivogliono il Tribunale

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Il 13 settembre scorso fu l’ultimo giorno di vita per la sezione distaccata del Tribunale Civile di Ostia, in via dei Fabbri Navali. Il tutto avvenne nello sconcerto di molti cittadini ed avvocati locali. La struttura fu accorpata a quella di Roma in seguito all’applicazione del decreto legge 155/2012: la spending rewiew firmata Mario Monti, per intenderci. Il Tribunale fu quindi una delle 15 sedi tagliate nel Lazio.

 L’IMPORTANZA DEL TRIBUNALE – Un territorio come quello di Ostia, spesso al centro di fatti di cronaca (basti pensare alla maxi operazione denominata Nuova Alba che ha portato all’arresto di 51 persone), non può essere lasciato senza un presidio di Giustizia importante come il Tribunale.

 GIUSTIZIA LENTA – La velocità della nostra giustizia è tristemente nota a tutti. La chiusura della sede distaccata ha già apportato ulteriore lavoro ed intasamento alle pratiche della sede centrale. Inoltre nel territorio del X° Municipio abitano circa 6mila persone tra anziani e disabili. Questo comporterebbe ulteriori disagi in particolare per loro.

 LE AZIONI – A distanza di tempo, sabato 11 gennaio 2014, l’avvocato Lombardi ha indetto una conferenza per fare il punto della situazione presso lo Stabilimento ‘Il Venezia’. Contemporaneamente è stata data vita alla pagina Facebook ‘Salviamo il Tribunale di Ostia’: il gruppo è nato per non far chiudere gli uffici giudiziari che svolgono un servizio efficiente alla comunità non solo del X° Municipio di Roma ma anche del resto della Capitale. Le battaglie che sta portando avanti ora sono due: il nuovo dislocamento del Tribunale di Ostia e la non chiusura del Giudice di Pace di Ostia sito in via Costanzo Casana, 119.

 LA MANIFESTAZIONE – La manifestazione di oggi, sabato 22 febbraio a Piazza Anco Marzio avverrà tra altre due date importanti: dopo la manifestazione degli avvocati del 20 febbraio a Roma e prima dell’udienza del 26 febbraio della Corte Costituzionale sull’eccezione di incostituzionalità del decreto attuativo che ha deciso la chiusura effettiva del Tribunale. Oltre a risvegliare l’attenzione su questo tema ci si focalizzerà anche sul Giudice di Pace la cui fine sembrerà essere molto simile a quella del cugino di Via dei Fabbri Navali. L’idea è quella di attivare a pieno ritmo la sede di via Costanzo Casana con 7 giudici e creare uno sportello della ‘volontaria giurisdizione’ del Tribunale di Roma: quest’ultimo strumentale proprio alla futura operatività della sede distaccata.

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