Occupazioni, inizia l’autunno caldo della scuola

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L’autunno caldo delle mobilitazioni studentesche è scattato. Da inizio settimana sono partite alcune occupazioni: ieri al liceo classico Manara di Monteverde, il giorno prima all’istituto tecnico Bachelet dell’Eur, “preso” da alcuni militanti del Blocco Studentesco, in protesta contro la carenza di fondi per l’edilizia scolastica.

Nel primo caso la decisione è arrivata dopo un’assemblea a cui hanno preso parte circa 200 persone nella quale si è deciso di opporsi alla decisione della stessa scuola di togliere l’aula autogestita. Si parla infatti di tensioni con Fabio Foddai, il dirigente scolastico che si è insediato a settembre.

Poi gli studenti hanno deciso di procedere all’occupazione e hanno passato la notte nella struttura. Intanto gli studenti e le studentesse di tutta Italia a partire dal 5 novembre si mobiliteranno verso la giornata mondiale del diritto allo studio “In difesa di una scuola e di un’università pubbliche che siano all’altezza di un’Europa inclusiva che ponga, anch’essa, al centro l’istruzione”.

Spiega Daniele Lanni, portavoce della Rete degli studenti: “Ci sembra vergognoso che nella legge di stabilità non ci siano finanziamenti per la scuola pubblica così come non lo è stato negli ultimi anni a causa delle politiche di austerità”.

Per il momento negli altri licei e istituti superiori della capitale le occupazioni sembrerebbero ancora lontane: il Giulio Cesare deve ancora eleggere i rappresentanti di istituto e l’Avogadro ha previsto la prima assemblea pubblica giovedì.