Ostia, è allarme amianto: si corre ai ripari

Approvata all’unanimità dal consiglio municipale una risoluzione per la mappatura degli edifici e delle strutture pubbliche

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Ostia, è allarme amianto: si corre ai ripari

La legge 257/92 ha messo al bando l’amianto come materiale utilizzabile nell’edilizia perché riconosciuto, dalla comunità scientifica, come altamente cancerogeno. Tuttavia non prevede l’obbligo di smaltimento di tutto l’eternit presente negli edifici ma obbliga la Pubblica amministrazione ad effettuare delle periodiche verifiche sul suo stato di conservazione ed impone eventualmente di intervenire laddove si ravvisi un pericolo per la salute dei cittadini.

AMIANTO NEL MUNICIPIO – Nel X° Municipio la presenza dell’amianto è reale e appena un mese fa, il 18 gennaio, è stata rimossa della copertura in eternit dal tetto del circolo bocciofilo di via Guido Biagi, a Casal Bernocchi. L’amianto è un insieme di minerali ed è presente in molte parti del globo e particolarmente resistente al fuoco e al calore. Il cemento-amianto conosciuto col nome del più diffuso prodotto commerciale “Eternit ®” è un materiale compatto realizzato con una miscela di cemento e fibre di amianto. La presenza di opere costruite con questo materiale costituisce rischio per la salute e l’ambiente in base alla probabilità di una dispersione di fibre di amianto in aria e/o nel suolo. La probabilità della cessione di fibre è a sua volta connessa alla perdita di compattezza dell’opera stessa a causa di una lunga esposizione (alcuni decenni) agli agenti atmosferici e/o per danneggiamento ad opera dell’uomo.

L’UTILIZZO – L’amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta ad esempio per la coibentazione di edifici, tetti, navi e treni. La prima nazione al mondo a usare cautele contro la natura cancerogena dell’amianto tramite condotti di ventilazione e canali di sfogo fu il Regno Unito nel 1930. La produzione e lavorazione dell’amianto è fuori legge in Italia dal 1992, ma non la vendita. La legge n. 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all’estrazione e la lavorazione dell’asbesto (amianto), è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti all’amianto.

LA RISOLUZIONE – Il 20 febbraio il Consiglio del X° Municipo si è riunito e ha dimostrato di essere attento a questo grave problema. Monitorare e smaltire l’amianto non sarebbe possibile senza un’attenta mappatura e verifica dei luoghi dove l’amianto è presente. Da ora, grazie alla risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio Municipale e promossa dal Cons. Giulio Notturni, sarà più semplice e tempestivo intervenire nelle situazioni critiche, che rappresentano un pericolo per la pubblica incolumità.

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