Delitto di Fiumicino, barista romena indagata per omicidio volontario

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La sua posizione è stata per alcuni giorni al vaglio dei magistrati che la hanno indagata per omicidio volontario. Al tempo stesso però, ricostruendo la dinamica dell’accaduto e valutando attentamente la posizione della donna, è stata stabilito che la sua reazione è stata per legittima difesa. Questa la attuale posizione di Alina, la barista rumena che giovedì scorso aveva reagito con un coltello a un tentativo di rapina nel bar di via Hermada in cui lavora a Isola Sacra e che aveva provocato la morte del pregiudicato romano 29enne Manuel Musso.

LEGITTIMA DIFESA PER LEI. Il rapinatore, insieme a un altro uomo Christian Ferreri, si era introdotto nel bar e secondo le ricostruzioni avrebbe puntato la pistola contro la donna ma sparato forse sei colpi in aria. Quando poi in una colluttazione la donna è stata sbattuta per terra, nel cadere avrebbe afferrato un coltello con il quale si sarebbe difesa. Al momento la donna di 39 anni è tornata al lavoro nel suo bar: se le ipotesi venissero confermate si potrebbe andare verso la richiesta di proscioglimento da parte del magistrato.

CINQUE CAPI DI ACCUSA PER LUI. Per il Ferreri invece si aspetta la risposta alla richiesta di convalida del fermo. Al momento l’uomo ha sulla sua testa cinque capi di accusa: concorso in tentato omicidio (della barista), rapina aggravata, lesioni volontarie, porto illegale della pistola e ricettazione (dell’arma ma anche dell’auto usata).

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