Pomezia, lavoratori a rischio licenziamento occupano scuola “Trilussa”

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Pomezia, lavoratori a rischio licenziamento occupano scuola “Trilussa”

Sono arrivati nella scuola elementare Trilussa di Pomezia ieri sera, i 40 lavoratori degli “Appalti Storici”, che si occupano delle pulizie negli istituti scolastici. Decisi a far valere le loro ragioni, hanno aperto i cancelli dell’edificio ed hanno occupato la scuola, decisi a rimanerci ad oltranza. La protesta nasce dalla riduzione del 25% delle ore di lavoro – e conseguentemente dello stipendio – che coinvolge l’intero settore, circa 24mila lavoratori in Italia che a macchia d’olio stanno scendendo in piazza e stanno occupando le scuole proprio in questi giorni.

DIRITTI – Già ieri sera il sindaco di Pomezia Fabio Fucci, insieme ad altri amministratori comunali, ha cercato di parlare con i dipendenti, per cercare un accordo ed evitare la chiusura della scuola, ma gli operatori della cooperativa della “Romana Petrus” e della “Activity” hanno deciso di andare avanti e alzare i toni per sensibilizzare l’opinione pubblica. I rappresentanti politici locali sono stati allontanati.

LA DISPERAZIONE – «Non possiamo andare avanti così – ha strillato una operatrice ex Lsu – mio marito e io facciamo lo stesso lavoro e guadagniamo 1600 euro in due dopo i tagli. Ora dobbiamo aspettarci 600 euro in due? Abbiamo una figlia e dobbiamo dirle che non può più studiare, il mutuo come lo pagheremo? La nostra voce in tutta Italia non è mai stata ascoltata, perché non interessa a nessuno che fine faranno persone che come noi hanno sempre lavorato a testa bassa». Questa mattina i lavoratori erano decisi ad andare avanti ad oltranza, mentre i genitori degli alunni protestavano per la chiusura dell’istituto. «Stanno violando il diritto all’istruzione dei nostri figli», ha dichiarato una mamma. «Ma a noi stanno violando il diritto alla vita», ha risposto amaramente uno dei lavoratori al di là del cancello.

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