Guidonia, una petizione per salvare i teatri della città

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Guidonia, una petizione per salvare i teatri della città

Una petizione per “aprire” i teatri di Guidonia. E’ questa l’iniziativa pubblicata su firmiamo.it e sponsorizzata pure sul sito Marcosimoneonline per fare rivivere la cultura nella Città dell’Aria, “dopo l’inaugurazione del Teatro Imperiale e la struttura di Colleverde – dicono i promotori della raccolta firme – Guidonia con i suoi 100mila abitanti non ha alcun cartellone di spettacoli teatrali e i teatri nonostante i soldi spesi restano chiusi”.

L’OBIETTIVO – L’obiettivo è quello di raggiungere le 500 sottoscrizioni. Dopo quattro anni e mezzo di lavori di restauro e due milioni di euro di fondi comunali e provinciali il Teatro Imperiale, nato durante il ventennio fascista, è stato inaugurato nel maggio scorso.

I TEATRI – Fiore all’occhiello della città la struttura è sotto tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici e può ospitare 350 persone. Oltre all’Imperiale a Guidonia ci sono altri due teatri, il Vittori di Montecelio e il teatro di Colleverde, quest’ultimo è gestito da una associazione del territorio.
Ma i cittadini di Guidonia sono preoccupati anche per la questione rifiuti. Il sindaco di Guidonia Montecelio, Eligio Rubeis, infatti ha firmato ieri una ordinanza contingibile e urgente così come previsto dall’art. 191 del decreto legislativo 152 del 2006, meglio conosciuto come testo unico in materia ambientale. Il provvedimento viene emanato per gravi motivi sanitari e chiude definitivamente la discarica al tal quale e agli inerti per tutti i 49 comuni dell’Ato.

SCONTRO CON LA REGIONE LAZIO – La base sulla quale la ordinanza è stata costruita, in netta controtendenza con quanto disposto dalla Regione Lazio, dal suo presidente Nicola Zingaretti, dall’assessore all’Ambiente Michele Civita, è che dalle risultanze effettuate negli uffici comunali la discarica è esaurita e non, come sostenuto da Zingaretti e Civita, ancora disponibile ad accogliere lo sversamento di 10mila tonnellate di rifiuto, seppur inerte, nell’ultimo sesto invaso dove una proroga dell’agosto scorso, a firma del vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, aveva autorizzato un ulteriore abbancamento di tal quale.

LE MOTIVAZIONI – Oggi Eligio Rubeis – si legge in una nota – prende una decisione di rottura rispetto le linee regionali, lo fa per il bene dei cittadini, scegliendo di dissentire (anche) dalle prospettive regionali di utilizzazione dell’impianto di Tmb da metà marzo, un impianto senza autorizzazione di legge né discarica di servizio. La Regione fa forzature a beneficio dei comuni inadempienti e contro gli interessi della città di Guidonia Montetecelio soprattutto quando annuncia, d’accordo con il gestore dell’impianto di Tmb, Colari-Ecoitalia ’87, che da metà marzo esso potrà essere a disposizione dei comuni che ancora trattano il tal quale. Non ci siamo.

TRE LE QUESTIONI FONDAMENTALI – È proprio su tre questioni fondamentali che si basa la ordinanza Rubeis: uno, che la società Ecoitalia ’87 srl ritiene siano ancora utilizzabili spazi per circa 10mila tonnellate da allocare nel sito in coltivazione, ma questo all’amministrazione non risulta; due, che la circolare ministeriale del 6 agosto 2013 precisa la natura equipollente della raccolta differenziata, in contrasto con quanto disposto dalla Regione Lazio nella direttiva dell’ 8 febbraio con la quale dispone di “rispedire” gli inerti post lavorazione dei 48 comuni all’Inviolata; tre, che comunque ulteriori abbancamenti dovrebbero essere autorizzati da un rinnovo della ordinanza Smeriglio che scade però questa sera a mezzanotte: vi è il concreto rischio comunque, precisa ancora Rubeis nella ordinanza, di abbancare rifiuti pur trattati in un’area attualmente interessata da un piano di caratterizzazione, approvato con determina dirigenziale del settembre 2012 del comune di Guidonia Montecelio.

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