Furti di rame, un intralcio ai trasporti

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Non se ne può più dei furti di rame che spesso mettono letteralmente in ginocchio la circolazione su ferro. Se diventa difficile colpire i ladri in flagrante forse le indagini dovrebbero indirizzarsi verso i depositi che all’ingrosso acquistano la preziosa refurtiva per fonderla. E non c’è bisogno di andare in Romania basterebbe magari farsi un giretto nel bresciano per scoprire questo fiorente traffico rigorosamente in nero esentasse. Se zingari e rumeni sono ormai specializzati in questi furti pare ormai che anche numerosi italiani trovino conveniente divellere o troncare cavi.

Ieri addirittura ne sono stati asportati addirittura 300 metri, ai danni di Rete ferroviaria italiana e dei viaggiatori. Stavolta i ladri hanno agito fra le stazioni di Marechiaro e Padiglione, sulla linea Fl8 Roma-Nettuno. Grazie all”intervento delle squadre i ritardi sono stati contenuti, sebbene alcuni treni della prima mattinata siano stati limitati alla stazione di Padiglione.

Fra Padiglione e Nettuno è stato istituito un servizio con autobus sostitutivi. L’anomalia lungo la linea è stata rilevata dai sistemi di sicurezza al passaggio del primo treno, intorno alle 5.30. Nel Lazio i furti nei primi 9 mesi del 2013 sono stati 177, per un danno di circa 1 milione di euro e 86 mila chilogrammi di rame trafugato; i treni coinvolti sono stati 1334, per un totale di oltre 12 giorni di ritardo (pari a 17.307 minuti). Rete ferroviaria italiana ha sporto denuncia contro ignoti.