Zingaretti e Marino festeggiano la chiusura di Malagrotta

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Giornata storica. Così l’hanno definita nel corso della conferenza stampa in Campidoglio il sindaco Ignazio Marino ed il presidente della Regione Nicola Zingaretti. A ben vedere qualcosa di epocale c’è con questa chiusura dopo 30 anni  di Malagrotta, con i suoi 250 ettari di discarica maleodorante ed inquinante dove Roma ha versato di tutto con costi ecologici inimmaginabili, come ha ricordato l’assessore capitolino Estella Marino. Il percorso  che ha consentito  questa svolta sta nella collaborazione interistituzionale, sino ad oggi mai realizzata, fra Regione, Comune e Governo nella persona del commissario Sottile e del Ministro Orlando.In sei mesi è stato fatto quello che doveva essere fatto già 5 anni fa. Rispettata la direttiva Europea la Capitale può ora avviare il percorso ‘virtuoso’ dello smaltimento dei rifiuti che deve necessariamente passare attraverso la raccolta differenziata porta porta nel più breve tempo possibile. A questo scopo i  70 milioni della Regione sono già stati stanziati. Coronato il trionfo, quella di oggi è stata anche la giornata dei chiarimenti.Ad esempio sulla contestata vicenda di Falcognana, discarica residuale peraltro non ancora attiva come ha precisato il sindaco polemizzando con chi finge di ignorare che in quel sito da anni veniva già svernato il fluff il pericolosissimo scarto delle demolizioni di auto.  Sicuramente molto più pericolo del FOS trattato ed essiccato che potrebbe venirvi versato per non più di 2 anni.  Tutti i rappresentati delle istituzioni hanno insistito sulla rapidità delle decisioni cui è seguita l’organizzazione. Ad esempio facendo lavorare a pieno ritmo gli impianti di Ama per l’essiccazione anche con l’aiuto di impianti in Abruzzo e Toscana. Ma resta il fatto che l’epoca del ‘tal quale’ bandito dalla normativa europea si è finalmente chiusa.Certo, con un costo che graverà sulla futura service tax comunale dal momento che il trasporto della frazione secca in Emilia e Piemonte per essere termovalorizzata, costerà almeno 115 euro a tonnellata contro i 61 che la Colari di Cerroni percepiva per Malagrotta. Ogni medaglia ha il suo risvolto ma, come ha detto Zingaretti, le persistenti polemiche dell’opposizione oggi che fu maggioranza inconcludente ieri, sono solo il frutto di quel clima di paura che sui rifiuti viene artificiosamente alimentato.Come ad esempio le polemiche su Cupinoro, la discarica di Bracciano che dovrebbe ospitare non più di 20.000 tonnellate anno di FOS a fronte delle 1500 giorno che Roma produce. Polemica pretestuosa per Zingaretti il quale ha ricordato che è stata la stessa Bracciano Ambiente spa, società pubblica, a mettere a bando la cessione di spazi per motivi economici ed occupazionali. Spazi che il ministero ha ‘acquistato’. Ora, ha spiegato l’assessore regionale Civita, Cerroni dovrà provvedere al capping, cioè alla copertura della discarica di Malagrotta, ma  in base ad un vecchio progetto che dovrà essere verificato, il sito verrà risistemato ed alberato con i 10 milioni per la forestazione stanziati dalla UE. Un ultimo e dirimente dubbio tuttavia resta.Per quanti anni durerà questo costosissimo export di rifiuti? A dire il vero risposte non ne sono venute, perché come ha concluso l’assessore Estella Marino, tutto si tiene: piano regionale dei rifiuti, incremento da subito della differenziata porta in 10 municipi su 14 e, perché no, risanamento e ristrutturazione di Ama ancora tutta da verificare.