Negozi di Roma, battaglia sull’aumento dei prezzi

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Il primo effetto è sulla benzina. E non è poco visto che in alcuni casi i distributori hanno applicato anche un aumento di 3 centesimi di euro.Sul resto dei prodotti invece è già battaglia. Nel giorno dell’entrata in vigore della nuova aliquota Iva al 22%, il Codacons rivolge un appello a tutte le organizzazioni dei commercianti di Roma e del Lazio e alla grande distribuzione locale, chiedendo di bloccare i prezzi in regione e non applicare la maggiore aliquota fino al prossimo 31 dicembre.«Per una volta consumatori e commercianti sono sulla stessa barricata – spiega il Codacons – La maggiore aliquota introdotta oggi, infatti, determina una stangata per le famiglie del Lazio pari a 209 euro annui per una famiglia di 3 persone, 279 euro per un nucleo di 4 persone, e addirittura 349 euro su base annua per una famiglia composta da 5 elementi. A tali dati, poi, occorre aggiungere le maggiori spese legate all’aumento dei prezzi dei prodotti trasportati, in primis gli alimentari, i cui listini subiranno rincari a causa dei più alti costi di trasporto. Ma ad essere danneggiati saranno anche gli esercenti del Lazio, in quanto la riduzione dei consumi (stimabile in un -3%) che farà seguito ai rincari dei prezzi per effetto dell’Iva, causerà una vera e propria ecatombe nel settore del commercio, già stremato dalla crisi economica in atto. Per questo rivolgiamo oggi un appello a commercianti e grande distribuzione di Roma e della regione: bloccate i prezzi fino al 31 dicembre 2013, senza applicare ai listini la nuova Iva e senza rincari. Solo così infatti, in assenza di un decreto che cancelli l’incremento dell’aliquota, sarà possibile annullare gli effetti dirompenti che la nuova Iva avrà sui consumi, e il mondo del commercio eviterà una strage di piccoli negozi, destinati a scomparire per effetto dei minori acquisti da parte dei cittadini» – conclude il Codacons.La terza via la propone Stefano, giovane commerciante di Roma est. «Bisognerebbe fare come quel collega calabrese e cioè non fatturare più ed emettere scontrini – spiega. Lo Stato non esiste più, non ci tutela. Ti svegli la mattina e ce n’è una nuova. Tu sudi ogni giorno per portare via un pezoz di pane a casa e loro ti portano via tutto con un semplice gesto».Intanto la provincia registra l’ennesima tragedia. Questa mattina la città di Colleferro si è svegliata con la notizia della morte di un giovane commerciante. Si tratta di un suicidio, ma nessun biglietto è stato trovato sul luogo del misfatto. Dalle prime indiscrezioni il gesto sarebbe legato alla gestione del negozio.