Drogato o suicidio? Giallo sulla morte dell’americano a San Pietro

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E’ diventata una questione internazionale la morte dello studente americano di 21 anni avvenuta mercoledì scorso sulle rotaie della linea Civitavecchia-Roma, nella galleria Pamphili.  Il torso nudo, le gambe amputate di netto da un treno. Così è stato trovato John Durkin.

IPOTESI ALCOOL – La sera di mercoledì 19 febbraio John era uscito con cinque colleghi della stessa università del Maine, arrivati a Roma appena un mese fa in Italia. Dall’ 1.30 di notte i compagni lo hanno perso di vista. Sono tornati al dormitorio, mentre John sarebbe rimasto ancora allo Sloppy Sam’s di Campo de Fiori. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella dell’uso eccessivo di alcool. Dalla comunità americana a Roma parte un duro attacco alla mancanza di controlli che fanno degenerare queste serate.

IPOTESI DROGA – «Abbiamo paura che gli abbiano dato qualche cocktail micidiale, qualche sostanza che lo ha fatto disorientare». Questa la tesi degli amici rilasciata ai quotidiani nazionali. Cnn, Cbs e altri network americani parlano di una tragedia avvenuta in «circostanze non chiare»

LE INDAGINI – Oltre tre chilometri da Campo de’ Fiori alla stazione San Pietro, un salto dalla banchina dove si aspettano i treni, passi sulle rotaie fino ad arrivare alla galleria Pamphili dove è stato travolto da un treno. Come ha fatto John Durkin ad arrivare dentro quella galleria? Oggi verranno analizzate le immagini delle telecamere delle stazioni ferroviarie San Pietro e Trastevere, immagini che potrebbero finalmente risolvere il giallo.

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