Rai, Massimo Giletti: ecco i motivi del suo successo

Il suo stile nella conduzione è combinato da tutte le esperienze fatte. La sua storia è ammirevole, dovrebbe essere di esempio per molte donzelle della tv

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Massimo Giletti

Mentre sui giornali rimbalzano due notizie preoccupanti per l’azienda pubblica: un ulteriore prelievo dal 2015 di circa 80 milioni di euro sul bilancio della Rai, ovvero un 5% degli introiti dell’abbonamento tv, e l’avvio delle vendite delle sedi regionali, noi vogliamo invece, visto che è venerdì 17, pensare a qualcosa di positivo.

IL CASO MASSIMO GILETTI – Ci è venuto in mente Massimo Giletti. E’ un conduttore silenzioso, non appartiene a nessun agente potente, neanche a Lucio Presta, ma solo a se stesso, viaggia da sempre con il motorino, fa una vita lontano dalla mondanità e se vogliamo oggi parlare dei maschietti in tv, certamente è un presentatore che sta ottenendo con la sua Arena un successo straordinario, in un pomeriggio della domenica difficilissimo. Nell’ultima puntata ha spopolato con 22,29 di share e 3 milioni e 630mila spettatori. La sua storia è ammirevole, dovrebbe essere di esempio per molte donzelle della tv che pensano che solo la bellezza serva per far carriera, un successo che è il risultato di anni di lavoro fatti con modestia, da Minoli a Guardì, a Casa Raiuno, fino ad arrivare al boom stabile dell’Arena. Una maturazione lenta che ha portato Massimo Giletti a entrare nella classifica top dei presentatori della tv con Fazio e Conti. Il suo stile nella conduzione è combinato da tutte le esperienze fatte, un pizzico di fashion-style alla Minoli, un po’ di gusto popolare alla Guardì, un po’ di sapori forti alla Malgioglio, il tutto produce un mix che lo rende unico e apprezzato dal pubblico.

IL CASO MICHELE SANTORO – Mentre stiamo incensando Massimo, ci troviamo invece a considerare il tramonto di un conduttore che ha fatto la storia della tv: Michele Santoro. Lo abbiamo seguito su La7, al presentatore basta guardare gli occhi, il gladiatore ci è sembrato stanco, nessuno schizzo di follia, niente energia, ci sembra diventato un burocrate della tv. Legge e segue il copione con la stessa precisione di un esattore delle tasse. E’ stato necessario litigare con Travaglio, che è uscito dallo studio su tutte le furie (e se fosse stato concordato per alzare l’auditel?) perché Michele riuscisse, dopo essere stato sorpassato l’altra settimana, a superare con difficoltà  il più brutto talk politico della televisione: Virus su Raidue. Una guerra tra poveri: 4,18 contro il 5,90 di share di Santoro. Un segnale decisivo della sua debolezza. Santoro però è capace di tutto e ci ha sorpreso quando ha annunciato che il prossimo anno uscirà dal video, e lì Michele ritorna a essere un grande personaggio della tv, infatti non è da tutti capire quando è giunto il momento di uscire di scena. Pippo Baudo insegna.

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