Rai, Gigi Marzullo sparisce dal video: c\’è ma non si vede

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«”Sottovoce” di Marzullo è diventato un programma così anomalo e incredibile che non mi fa più dormire come prima, ma arrabbiare. Fate qualcosa vi prego». Un’e-mail giunta in redazione alle ore 1 e 24 di mattina. Abbiamo studiato il problema e indagato. Sembra cosa di poco conto ma anche il prender sonno davanti alla tv è un fenomeno da custodire. La fascia più frequentata è sicuramente quella a cavallo della mezzanotte, dove su Rai1 dominava Marzullo. “Sottovoce” era studiato per essere una culla elettronica, accenti soffusi, musica delicata, nessun picco di audio, la voce del conduttore accarezzava meravigliosamente. Cosa è accaduto? Er pasticciaccio di via Teulada. Nello studio è scomparso Marzullo. Un omicidio? Non proprio, c’è ma non c’è. Vallo a spiegare all’estero. Per una disposizione del buon Gubitosi chi ha incarichi dirigenziali in Rai non può più apparire in video. Esclusa la Berlinguer direttore del TG3 che si rifiuta di obbedire. Marzullo ligio al dovere, scegliendo di fare il vicedirettore di Raiuno, ha deciso: non starò più in video e in voce. Voi direte ben venga, è cento anni che conduce. Finalmente vedremo un nuovo volto. Speranza delusa. Il Gigi nazionale c’è ma non c’è, come il fantasma di via Teulada. Una trasmissione senza le domande, senza la presenza del conduttore, non si era mai vista in Rai, una specie di selfservice senza cassa, camerieri, chef, tutto fatto dal solo ospite.

Bastava vedere il 19 settembre all’alba, Sergio Rubini, attore e regista, che guardava nel vuoto e rispondeva a se stesso. E’ vero che uno degli slogan di Marzullo suonava così: si faccia una domanda e si dia una risposta, ma sembra proprio il classico paradosso del direttore di Raiuno Giancarlo Leone: decidere di non decidere. In un’azienda normale si sarebbe scelto un nuovo conduttore al posto di Marzullo, magari più giovane, o lo avrebbero lasciato al suo posto. Si è trovata una non-soluzione che non scontenta Marzullo e gli amici che da secoli lo proteggono, ma offende il povero spettatore insonne che si domanda sveglio come un grillo: come è possibile un simile pasticciaccio? Chi  difenderà il mio sonno?