Rai, Savonarola si aggira nel palazzo di vetro!

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In queste ore a Viale Mazzini, alla Rai Tv, si sta consumando un cambio di guardia epocale. Quei punti fissi (alti dirigenti rappresentativi), che negli anni si pensavano intoccabili sono stati liquidati (dopo anni di carriera) con una telefonata (naturalmente si fa per dire). Che l’aria fosse cambiata i dipendenti l’hanno notata da alcuni segnali. Abolizione dell’ascensore riservata ai consiglieri d’amministrazione. Apertura di una casella e mail del capo azienda per colloquiare con dipendenti e collaboratori. Possibilità di richiedere un appuntamento al direttore generale…essendo poi realmente ricevuti. Visite in tutti i settori del vertice a tutte le ore possibili del giorno e della notte. Verifiche a tutti i livelli (impiegati e dirigenti) del lavoro svolto. Provvedimenti disciplinari (incluso il licenziamento). 

Ultimo recente atto la proposta (diremmo meglio imposta) di prepensionamento di Daniel Toaff, autore e dirigente responsabile da circa vent’anni di Vita in Diretta, programma di successo del pomeriggio. Prima di Raidue e poi di Raiuno, pare per volere di Agostino Saccà direttore di successo della rete ammiraglia. L’idea era nell’aria già da qualche mese. Precisamente da quando Luigi Gubitosi DG RAI, ha deciso di rinnovare i vertici in vari settori, fa epoca il pensionamento di un mega-dirigente che nel cognome aveva già il suo destino: Gianfranco Comanducci. 

La scusa che avrebbe dato il via, la trasmissione in diretta del matrimonio di Valeria Marini. Non tutti hanno apprezzato l’impegno e i mezzi rai su questo evento. Seguita dal 25 percento dei telespettatori (una cifra molto alta). Comunque una fetta di telespettatori che probabilmente paga il canone ed ha diritto di essere rispettata. In un pomeriggio televisivo di tutto rispetto i venti minuti dedicati all’evento mondano (tra l’altro senza spese di cachet) hanno comunque questa scusa non regge. Evidentemente la dirigenza in questi mesi non ha apprezzato gli sforzi del dottor Toaff per mantenere gli ascolti alti. Si sa che se crolla il pomeriggio (in tv) crolla pure la sera! E la sera della tv pubblica ultimamente non è molto seguita, il varietà non attrae più.

Chi sa come andrà a finire, noi da tempo sosteniamo la nuova dirigenza, però dobbiamo (in questo caso) sottolineare la maniera sbagliata di agire. Non si può prendere a pretesto un pezzo di tv  (tra l’atro immaginiamo condiviso non solo da Toaff ma avallato da altri alti dirigenti) per mettere alla porta chi da anni ha lavorato e portato risultati per la propria azienda. Chiamiamo le cose col loro nome, tirate fuori gli attributi, diciamo che dobbiamo fare spazio e ci servono unità, e che vogliamo risparmiare uno stipendio. Avreste fatto più bella figura. Poi, rammentate, la ruota gira!

Carlo Brigante