Gubitosi costretto a difendere la Rai da se stessa

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Cosa ne pensate di un’azienda, italiana, importantissima, “privata, d’interesse pubblico” nella quale il direttore generale (Luigi Gubitosi), per mettere ordine e rigore, non potendo avere collaborazione dai suoi dipendenti è costretto a ricorrere all’intervento della Procura della Repubblica? E cosa ne pensate (ancora) se il direttore generale di questa azienda per scardinare una piccola parte di malfidati e fraudolenti  è costretto a ricevere decine di e mail anonime e non, di dipendenti che denunciano i colleghi su comportamenti poco corretti ed edificanti che si ripetono all’interno della Rai?

Che tristezza, che schifo! Io penserei questo. Sono contento di non avere certi colleghi, chi è scorretto e chi segnala. Una brutta situazione che non dovrebbe esistere. Soprattutto in una enorme società culturale e di comunicazione. Ciò che vediamo nel piccolo schermo è il risultato di chi lavora dietro le quinte, e se l’atmosfera è quella che leggiamo sui giornali e che ci racconta qualche occasionale confidente non avremo un prodotto di qualità. In sostanza il messaggio è negativo e respingente, e ciò giustifica la disaffezione per alcuni programmi, ed il successo ad esempio della fiction (che non è prodotta strettamente in Rai). 

Anche il clima che respirano i dipendenti, da Viale Mazzini 14 a Saxa Rubra è abbastanza incandescente. L’anticorpo Gubitosi sta attaccando il virus (i soliti furbetti), quindi il cavallo ha la febbre! Speriamo che il direttore generale possa lavorare ancora per i due anni e mezzo che gli rimangono per ristabilire almeno la normalità, e soprattutto raggiungere nel 2014 il pareggio di bilancio. Una volta i veleni erano noti solo nello star sistem, tra conduttori televisivi, attrici, attori, oggi vi è un avvelenamento generale che coinvolge (in questo caso la Rai) tutti i componenti della tv pubblica. Addirittura è attivo un sito www.vialemazzini.tv  dove (immaginiamo) con una discreta capacità giornalistica, vengono rielaborate delle segnalazioni da parte di persone che gravitano nell’ambiente televisivo con lo scopo di mettere in evidenza comportamenti strani, per spettegolare un po’.

Chiudiamo con l’avvenimento dell’anno, il licenziamento in tronco di Alessandro Di Pietro, paladino e difensore dei diritti dei consumatori. Non ricordiamo un allontanamento dalla tv pubblica dai tempi dello scandalo delle telepromozioni negli anni '90. Ci furono condanne, e poi la riabilitazione.  Di Pietro sarebbe stato allontanato per aver presentato in tv (per ben tre volte) un prodotto unico per le sue caratteristiche organolettiche non provate su base scientifica, sotto sollecitazione di un’azienda che di promozione la Videopiramide srl (avendo la casa produttrice della pasta sottoscritto un contratto per promozione con quest’ultima che  in qualche modo sarebbe da ricondurre al Di Pietro stesso).

Se vi va di sorridere su www.occhiotv.it una video-difesa del noto conduttore, cosa strana è che il sito dove lui appare reca in basso come proprietà proprio la Videopiramide srl…per chiudere mi domando come si può sempre fare pulizia dal basso senza mai toccare la dirigenza, che pagata profumatamente dovrebbe verificare e vigilare. Attendiamo. Prima o poi la giustizia arriva sempre. In caso contrario “Se il tribunale non va alla Rai…Gubitosi va al Tribunale”.

Carlo Brigante