Incontri con il Cinema Asiatico

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Quinta giornata di proiezioni e incontri, mercoledì 16 ottobre, nell’ambito della XIV edizione di Asiatica, Incontri con il cinema asiatico, il Festival diretto da Italo Spinelli,  che si tiene a ingresso libero fino ad esaurimento posti fino a domenica 20 ottobre alla Pelanda, Centro di Produzione Culturale della zona di Testaccio a Roma.In sala 1 alle ore 16:00 il lungometraggio Forgetting to know you, dell’esordiente regista cinese Quan Ling, che racconta una crisi coniugale di una coppia borghese nella Cina contemporanea. Alle ore 18:00, altro lungometraggio in concorso, The stone, del regista sud-coreano Cho Se-rae, che presenterà di persona il film al pubblico romano. Il film racconta il rapporto tra il capo di una banda criminale e un giocatore amatoriale di Go, si trasforma in un mix drammatico tra regole del mondo crimine ed etica del gioco. Alle ore 20:00, la proiezione di corti di video danza del festival internazionale Jumping Frames, quindi a seguire, alle ore 20:15, il regista mogolo Khoroldorj Choijoovanchig presenta al pubblico romano il suo ultimo lungometraggio, in concorso ad Asiatica, Yellow colt, la storia di Badam, che si intreccia con un bambino di otto anni e la preparazione al tradizionale festival Nadaam di corsa di cavalli. Chiude la serata, alle ore 22:15 l’attesissimo e sconvolgente Moebius del regista sud-coreano Kim Ki-duk. Presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, Moebius è un film privo di dialoghi, fatto di violenza, complessi di Edipo e invidia, odio e amore, che racconta la cruenta storia della distruzione di una famiglia.In sala 2 alle ore 16:00, il documentario cambogiano Red wedding, diretto a quattro mani da Lida Chan e Guillaume Suon: la storia di Sochan, che aveva 16 anni quando i Khmer Rossi la costrinsero a sposare uno dei loro soldati. Trent’anni di silenzio, quindi la decisione di denunciare l’accaduto al tribunale. Alle ore 17:15 un grande evento per Asiatica FilmMediale: la regista, attrice e danzatrice tunisina Amira Chebli presenterà al pubblico il suo documentario Democracy Year Zero, diretto con Christophe Cotteret. Quattro settimane. È quanto è bastato al popolo tunisino per rimuovere il dittatore Ben Ali e dare vita al più grande sconvolgimento geopolitico di inizio XXI secolo. La rivoluzione tunisina, per quanto inaspettata e stupefacente possa essere sembrata nel resto del mondo, è parte di una storia più complessa. Si tratta di una storia che va dalle prime rivolte nella regione mineraria di Gafsa, nel gennaio del 2008, alle prime elezioni libere, tenute nell’ottobre 2011. Diviso in due parti e girato sulla base di dodici mesi di inchiesta, Democracy Year Zero testimonia questo grande evento nella sua interezza attraverso gli occhi dei principali oppositori e rivoluzionari.Alle 18:30, il documentario Without Shepherds, dell’artista e attivista per i diritti umani Cary McClelland, la storia di sei coraggiosi pakistani che nel mezzo di una crisi nazionale reinventano le proprie vite. Alle ore 20:00 le proiezioni dei cortometraggi di animazione giapponese degli anni Venti, accompagnate da musica dal vivo. La selezione è in collaborazione con la Cineteca Nazionale, l’Archivio Storico dell’Istituto Luce e il National Film Centre of Tokyo.Alle ore 20:15 il documentario turco Buka Barane, della regista Dilek Gokcin, che racconta l’impatto della guerra tra l’esercito turco e i guerriglieri kurdi in un villaggio della regione Hakkari. Chiude la serata in sala 2, la proiezione del documentario canadese The world before her, della regista Nisha Pahuja: in un hotel di Bombay arrivano 20 concorrenti di Miss India. I concorsi di bellezza sono controversi e considerati immorali dagli integralisti indù. Tra integralismo e capitalismo, il corpo delle donne diventa campo di battaglia tra tradizione e modernità. A partire dalle ore 22:00, all’esterno de La Pelanda, concerto per immagini, sonorizzazioni e performance sonore live di giovani musicisti, allievi del Master SONIC ARTS dell’Università di Roma Tor Vergata.Quindi continua in una sala attigua de La Pelanda, InsideOut Videoarte – “Audiovisioni d’oriente” (www.insideoutplatform.org), sezione speciale della piattaforma di scambio culturale tra Italia e Cina nata dalla collaborazione di C.A.R.M.A.- Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate e ITACI Art&Cult, propone ad Asiatica FilmMediale una selezione sviluppatasi come occasione d’incontro e confronto tra artisti intermediali italiani e cinesi, per uno sguardo differenziato sulla storia e l’attualità del fenomeno Cina. Gli artisti in mostra sono: Piero Chiariello, Igor Imhoff, Zhou Yi, Mario Raoli, Rebecca Ruige Xu, Lino Strangis, Miao Xiaochun, Zhou Xiaohu e Tian Xiaolei.