I migranti si ammalano in Italia, presentato studio presso l’Ordine dei medici

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I migranti non portano malattie ma si ammalano qui da noi,  per lo stato ansioso-depressivo dovuto al viaggio, e le difese immunitarie molto basse. Arrivati in Italia, insorgono spesso malattie dell’apparato respiratorio  a causa dei luoghi dove vivono e le abitazioni umide. Così è secondo il racconto di  Foad Aodi, membro del GDL Salute Globale della FNOMCeO e Consigliere OMCeO di Roma, Medico italiano di origine arabo-palestinese lo stato di salute della popolazione immigrata, come emerso dal convegno che si è svolto nei giorni scorsi,  nella sede dell’Ordine dei medici di Roma. “I migranti – spiega ilo dottor Aodi chhe è anche Presidente dei Medici Stranieri (AMSI) – in base alla mia esperienza sul campo, non portano malattie, le visite più richieste dai migranti in Italia sono: 20% ginecologia, 10% pediatria, 15% ortopedia, 10% di emergenza e Pronto soccorso, 5% dermatologia, 5% ,cardiologia, 5%, gastroenterologia, 5%, apparato respiratorio, 2%. malattie infettive, 7% patologie trasmesse sessualmente e il resto comprende tutte le altre branche e di medicina generale”. Le patologie più frequenti sono state citate dai vari specialisti sono: emergenza in medicina interna; patologie da violenza sessuale; gastrite e ulcera; sindrome ansiose e depressive; patologie cardiovascolari; ernia del disco; lombisciatalgia; cervicobracalgia; tendinopatia; fratture e distorsioni non diagnosticate in tempo del tragitto; patologie da Stile di vita e dieta nuove; dermatite da contatto; tosse e bronchite e laringite; carenza in vitamine; infezioni; malattie della pelle; patologie da poca igiene nell’ambito odontoiatrico, oculistico e otorinolaringoiatrico”. “Inoltre – prosegue Aodi – le donne in gravidanza non fanno gli accertamenti necessari per la paura di andare al Pronto Soccorso per questo c’è un alta percentuale di aborti clandestini. C’è anche un’alta percentuale di malattie trasmesse sessualmente tra chi frequenta le prostitute”.

Secondo i relatori del convegno andrebbe inserito nel programma dei corsi di aggiornamento una quota sia per i professionisti di origine straniera sia per gli Italiani sulle patologie dei migranti e anche per combattere le ‘cure fai da te’, i ‘santoni’ o le metodiche non fatte da medici. come ,ad esempio la circoncisione preventiva, ced alla mutilazione genitale femminile che non è affatto collegata ad aspetti religiosi come la Shari’a o il Corano.

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