Borgo Montello, la Systema Ambiente vuole riaprire la discarica. Una nuova controversia

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Nell’edizione della Provincia di Latina de “il Messaggero” qualche giorno fa usciva una notizia che riguarda una vecchia conoscenza dei rifiuti romani, ovvero, Manlio Cerroni dal titolo: “Mancate autorizzazioni alla Ecoambiente, la Systema Ambiente (società della famiglia Cerroni) rivuole indietro 2,5 milioni”.

Per capire cosa sia accaduto bisogna fare un riassunto: la vicenda riguarda la megadiscarica di Latina a Borgo Montello, luogo dalla storia lunghissima, controversa, per alcuni tratti perfino oscura. Da quasi un ventennio la discarica è divisa in due, controllata da una parte dalla Indeco (società lombarda) e dall’altra da una società, denominata “Ecoambiente”.

La vicenda è complessa, ma basti sapere che dal fallimento della Latina Ambiente è venuta fuori un’asta per accaparrarsi il 51% delle quote rimanenti della maxi-discarica con 1,4 milioni di metri cubi di rifiuti ancora “in ballo” nonostante una lunga sosta e molte controversie. La vicenda può apparire lontana perfino dai più flebili echi del mondo romano dei rifiuti (che ha già i suoi problemi) ma non è affatto così. Perché la Systema Ambiente, società direttamente riconducibile alla famiglia Cerroni, si accaparrava per 2,5 milioni di euro le quote lasciate senza padrone dalla fallita Latina Ambiente, facendo diventare tutto quel versante di discarica di proprietà del gruppo Cerroni e si disponeva a fare riavviare l’attività, nonostante in realtà sull’area la politica ha per anni  invocato solo la bonifica. Tanto che il sindaco civico di Latina Damiano Coletta prometteva solo dolori per chi avrebbe acquistato quelle quote: “chiunque compri pagherà la bonifica”.

Ma i toni della Systema Ambiente, nonostante il volto feroce del Sindaco, non sono per niente concilianti. Visto infatti, che sulla discarica di Borgo Montello penderebbero dei ricorsi al Tar che bloccano le autorizzazioni a costruire impianti e non si sono mai sbloccate le procedure per riaprire gli invasi della discarica in sostanza, la società spiazza tutti. Perché l’assenza di queste circostanze autorizzative non ha solo “una incidenza sul valore del bene venduto – scrivono dalla Systema Ambiente – ma ne alterano completamente la natura. Si augura che l’iter autorizzativo (dei 1,4 milioni di metri cubi da autorizzare, N.d.R.) possa concludersi positivamente” altrimenti il gruppo si riserva, nella lettera “di agire per l’annullamento dell’acquisto e il risarcimento del danno”. La Systema Ambiente fa una reprimenda terribile agli enti e dice in sostanza “o ci autorizzate o ci risarcite, danno compreso”.

Ora, tutto questo si incastra con il piano dei rifiuti che è prossimo alla pubblicazione con le osservazioni degli enti perché uno dei principi cardini di questo piano sarebbe l’indipendenza dei singoli bacini, e nella Provincia di Latina non ci sono discariche, mentre a Colleferro è prevista la chiusura della discarica. Un tassello che magari non fa parlare la stampa di Roma ma che invece vale 1,4 milioni di metri cubi di discarica e dove in ballo ci sono più di 130 milioni di possibili ricavi che ballano proprio nel bel mezzo dell’ondeggiare del barcone Lazio in mezzo ad un mare di rifiuti e il varo di un piano per la gestione che non si sa dove porterà.

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