I film di Cinque: Recensione di Mademoiselle di Park Chan-wook

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Mademoiselle o The Handmaiden (l’ancella) è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2016. Park Chan-wook di cui si ricorda la trilogia della vendetta Mr. Vendetta  (2002) Old Boy  (2003)Lady Vendetta (2005), con questo film in lingua inglese, è tornato nella sua nativa Corea del Sud con un film raffinato, sensuale e delicatamente contorto che è un thriller intelligente e una bella storia d’amore.

Il film parla di due donne che trovano l’amore e formano un legame di solidarietà. Divide tutto in due lati chiari mette l’uomo contro la donna, quasi come una battaglia dei sessi, e ha i personaggi femminili che formano un’alleanza per combattere contro gli oppressori maschi e fuggire da loro. Tutti gli uomini sono cattivi e patetici. Gli unici personaggi interessanti sono le donne che i primi credono di usare ma che invece li usano. Le due donne sono straordinarie e raffinate, anche l’ancella che arriva dalla strada a cui la padrona fa indossare i suoi abiti ha una raffinatezza rara e delicata.

Ispirato al romanzo della scrittrice britannica Sarah Waters, il film che ha vinto i Bafta Awards come miglior film non in lingua inglese, sposta l’ambientazione dalla Londra vittoriana del 1862 alla Corea del Sud degli anni ’30, in piena occupazione giapponese. Ma non solo questo, ambienta la narrazione in una tenuta di campagna gotica mezzo giapponese e metà inglese di un giapponese coreano in cui ci si toglie le scarpe quando si entra in quella giapponese e si rimettono quando si entra nella vittoriana. La protagonista veste giapponese ed ha cassetti interi pieni di splendidi Kimono e, quello che stupisce, di guanti utilizzare per sottolineare la distanza tra la protagonista e quello che la circonda.

Nata in una tana di ladri e imbroglioni, l’orfana Nam Sook-hee (Kim Tae-ri) viene mandata come dama di compagnia nella casa di Kouzuki. Ma il suo vero compito è quello di ingraziarsi la ricca nipote giapponese del maestro, Lady Hideko (Kim Min-hee), erede della tenuta e di un ampio patrimonio che il maestro vuole sposare, per convincere l’erede a sposare il suo socio (Ha Jung-woo), che si finge un conte giapponese. Ma i piani vanno male quando Sook-hee si innamora di Hideko. E questa è solo una delle tre parti del film: i successivi due capitoli si alternano tra le prospettive di Sook-hee e Hideko, rivelando una serie di colpi di scena tra piani temporali diversi.

Sembra che ritorni il vecchio tema della vendetta che è però presente in un senso più metaforico, con i personaggi coreani che invadono una casa giapponese.

Infatti la Corea occupata dal Giappone, non ebbe altra scelta che ricevere cultura esterna attraverso il Giappone. Cultura intesa come modernità che Kouzuki cerca di creare attraverso una sorta di palcoscenico all’interno del suo labirinto, in cui riunisce le persone che lo circondano che guardano con libidine una donna, la nipote, leggere materiale pornografico. La scena della lettura con gli uomini in tuxedo sparsi sulla scalinata in pose studiate e la donna in mise giapponese è quanto di più plastico si possa vere, sembra un quadro. E quella delle due donne che distruggono i libri è l’apoteosi della vendetta, ma Hideko, che ha vissuto tutta la sua vita nella casa leggendo quei libri allo zio, non riesce ad essere parte attiva e guarda la furia di Sook-hee quasi sorpresa.

Ma in termini di tecnologia il maestro utilizza anche una serie di aggeggi meccanici e porta l’elettricità in un area rurale come questa, anche se non è molto stabile, quindi a volte ci saranno blackout. E’ quasi un senso di civiltà instabile in cui la parte giapponese invece fa da contraltare con la sua raffinatezza.

C’è una conversazione che si svolge tra il Conte e Kouzuki nella biblioteca. Il Conte chiede: “Perché questo bisogno di diventare giapponese?” A cui Kouzuki risponde: “Perché la Corea è brutta e il Giappone è bello”. Questo mette a fuoco la figura del maestro C’è un termine coreano, sadaejuui, che viene utilizzato per esprimere questa nozione, in cui le persone di una nazione più piccola sono così attratte dal potere di una nazione più grande e diventano sottomesse a quel potere. Lo interiorizzano così tanto che non adorano il potere più grande con la forza, ma lo fanno volontariamente. E Kouzuki è attratto da tutto ciò che lui non è, la nipote nobile e ricca, il conte nobile e ricco, lui collezionista di libri erotici che nella cultura giapponese sono molto presenti.

Anche le scene d’amore tra le due donne sono influenzate dall’erotica illustrata shunga e non danno fastidio ma mostrando un candore per la sessualità che non ha lo scopo di scioccarti ma di coinvolgerti.

In sostanza un film ricco di temi e con immagini splendide sicuramente da vedere.

 

Anna Maria Felici

 

Regista

Park Chan-wook

Attori

Kim Min-Hee, Kim Tae-ri, Ha Jung-woo, Jo Jin-woong, Moon So-ri

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